Milan, Ibrahimovic: “Zirkzee non un segreto, ma non facciamo beneficienza”

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Nella conferenza stampa di inizio stagione del Milan, Zlatan Ibrahimovic, incalzato da una specifica domanda, ha parlato di Zirkzee e della metodologia di calciomercato

Anche di Zirkzee si è parlato nella conferenza stampa del Milan tenuta da Zlatan Ibrahimovic. L’ex attaccante svedese a elogiato il centravanti, ammettendo come le sue qualità non siano un segreto, nonostante tra voci e realtà ci sia una grande differenza. In seguito ha poi spiegato come il club non intenda fare beneficienza con i procuratori e i giocatori stessi debbano essere pronti a scendere in campo a San Siro.

Qualità, voci e realtà

In primis Ibrahimovic ha voluto ricordare il grande lavoro fatto dalla squadra di calciomercato la scorsa estate: “Un anno fa i miei colleghi hanno fatto un grande lavoro, un grande calciomercato in poco tempo con 12 giocatori per mettere la base. Oggi c’è la base, questo mercato sarà fatto di dettagli, lavoriamo su cosa manca per migliorare squadra e migliorare i ruoli nel campo. E uno di questi è il numero 9 dopo l’addio di Olivier. Il progetto del Milan per l’attaccante è perfetto nella mia testa, lo spazio è libero ed è un ruolo che cerchiamo”. Poi a specifica domanda su Joshua Zirkzee ha voluto precisare che “È un giocatore forte, ha potenzialità, non è un segreto e ha fatto una grande stagione. Poi tra le voci e la realtà ci sono grandi differenze. Se mi somiglia? Non mi piace paragonare i giocatori, lui gioca molto bene e la scuola olandese è buona, sono passato da lì anche io ma lui è Zirkzee e io Ibrahimovic“.

In seguito ha risposto ad una domanda sulle commissioni richieste dagli agenti, come nel caso di Kia Joorabchian per l’affare Zirkzee: “Quando si parla di trattative e di situazioni simili ognuno chiede, vuole e crea situazioni dove crede che il club sia sotto pressione per sfruttare la situazione. La trattativa dev’essere ok per noi, è una trattativa e non è un’azione di beneficienza. C’è una lista, non facciamo beneficienza. Bisogna capire cosa serve alla squadra e deve andare bene al club. Vogliamo spendere in maniera smart e intelligente non Rock n Roll. Poi devo vedere i giocatori in faccia: sono pronti alla pressione? I fattori sono tanti, San Siro è difficile

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