Milan, Gundogan criptico sul futuro: “Amo il City, ma onestamente…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Intervistato dalla testata inglese ITV Sports prima della finale di FA Cup contro il Manchester United, il centrocampista tedesco del Manchester City e fresco obiettivo di mercato del Milan Ilkay Gundogan ha parlato della prima stagione da capitano dei Citizens e del suo futuro. Il contratto scade tra meno di un mese e questa mattina il Corriere dello Sport ha lanciato quella che al momento rimane una suggestione, ma che sta facendo chiacchierare parecchio i tifosi del Milan: il possibile arrivo di Gundogan a parametro zero…

Come sei migliorato in questi 7 anni al City?

“Il tempo vola… Immensamente direi. Quando arrivai a Manchester 7 anni fa avevo grandi aspettative su me stesso e sul club. Ma non mi aspettavo in gran parte di vincere 5 Premier League, FA Cup, Community Shield e giocare una finale di Champions League. Con Pep però sapevo che prima o poi avremmo raggiunto un livello di gioco e vittorie di questo tipo. Il primo anno è stato di assestamento, ma nel secondo aveva già fatto vedere di essere in grado di amplificare i suoi metodi e il suo stile di gioco con i giocatori che aveva. Il resto… sono i successi”.

Al Manchester City hai sofferto un brutto infortunio ACL: quanto hai sofferto e quanto hai lottato per tornare a livelli così importanti?

“Non è stato facile. La sensazione peggiore è stata quella di restare in disparte, vedere tutti i tuoi compagni giocare sul campo, i ragazzi che vedi tutti i giorni nelle strutture del club… E’ la cosa che mi ha fatto più male. Sfortunatamente è capitato, sono stato sfortunato ma fa parte del gioco. Credo di essere diventato più responsabile nel modo in cui mi prendo cura del mio corpo. Doveva succedere, doveva andare così… se fosse successo dopo sarebbe stato molto più difficile il percorso di rientro”.

Qual è stato il momento migliore della tua carriera al Manchester City?

“Se dovessi sceglierne per forza uno… direi l’ultima partita della scorsa stagione sul campo dell’Aston Villa. Il “drama” e il modo in cui sono andate a finire le cose vincendo 3-2 e vincendo la Premier League all’ultima giornata… Quando ci penso mi emoziono ancora, provo quel mix di sensazioni dal fatto che non sono sceso in campo da titolare in quella partita a come sono andate poi le cose. Credo sia l’esempio perfetto del fatto che la pazienza paga sempre, sono rimasto tranquillo e paziente in quei mesi dove giocavo poco, è una delle mie qualità migliori. Se dai tutto, prima o poi verrai ricompensato”.

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Hai vinto 10 trofei col City, qual è stato il più importante?

“E’ difficile da dire, probabilmente il primo è stato il più speciale. Il primo mi ha dato quella sensazione nuova, non sapevo a cosa sarei andato incontro: i festeggiamenti, l’intensità della partita… Viverlo per la prima volta ti dà emozioni speciali. Comunque tutti i trofei che ho vinto col City sono stati speciali, non è una questione di alzare o meno il trofeo quanto di coronare un percorso dopo una stagione dove ci sono alti e ci sono bassi: solo così puoi apprezzare ogni singolo momento”.

Ma ora sei capitano e potresti alzare un trofeo…

“Onestamente sono stato un pochino sotto pressione durante la stagione, non volevo perdere la Premier League al mio primo anno da capitano del Manchester City”.

Sul derby col Manchester United in finale di FA Cup

“La qualità del Manchester United e dei suoi giocatori non si può negare. Hanno un allenatore che è stato capace di implementare il suo gioco e di far giocare la squadra come vuole lui. Credo che sarà una partita di alto livello, dobbiamo essere al meglio, giocare come abbiamo giocato contro Real Madrid e Bayern Monaco in casa… E’ una finale, le probabilità sono del 50-50 ma credo che giocando al meglio abbiamo una grande chance di alzare il trofeo”.

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Come valuti la tua stagione?

“Certamente è stata la stagione dove ho giocato di più, non credo di aver saltato nemmeno una sfida per infortunio, sono sempre stato disponibile. Specialmente negli ultimi 3 mesi ho giocato quasi tutte le partite, quasi tutte ad alto livello. Giocare mi aiuta a tenere il ritmo, a scendere in campo una volta ogni 2/3 giorni. Mi sto godendo questa stagione, mi sto godendo lo scendere in campo con questi ragazzi e mi sto godendo il modo in cui stiamo giocando. Vogliamo fare di tutto per vincere le due finali ora”.

C’è stata tanta speculazione sul tuo futuro, cosa puoi dirci? (Tra le altre, Gundogan è seguito dal Milan e soprattutto dal Barcellona)

“Non c’è da discutere il fatto che questo club occupa uno spazio enorme del mio cuore. Non sono mai stato 7 anni nella stessa squadra e questo dimostra quando amo il Manchester City e quanto apprezzo tutto quello che il club ha fatto per me, per la mia famiglia, per tutti quelli che mi stanno intorno. Vediamo cosa succederà in futuro, onestamente ora non so cosa dire in questo momento… Vediamo”.

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