Milan, Giroud e il faccia a faccia con Ibrahimovic: “Da qui è nato il rispetto”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Olivier Giroud ha raccontato all’Equipe perché ha lasciato il Milan per la MLS, oltre ad aver parlato dell’incontro con Zlatan Ibrahimovic

Nel giorno prima del suo addio al Milan, che arriverà sabato sera alle 20:45 con la partita contro la Salernitana a San Siro, il numero 9 rossonero Olivier Giroud ha concesso una lunga intervista ai microfoni dell’Equipe. Di fronte al giornalista Loic Tanzi, Oli ha spiegato ancora una volta i motivi che l’hanno portato a scegliere l’MLS… ma non solo. Olivier Giroud ha anche parlato del documentario che uscirà su di lui domenica 26 maggio in Francia (Canal+), documentario nel quale ha avuto un “faccia a faccia” con l’ex compagno di squadra al Milan, Zlatan Ibrahimovic.

Olivier Giroud, dal Milan alla MLS

Alla domanda del giornalista sul motivo che lo porterà a giocare negli Stati Uniti D’America, il francese ha risposto così: “Cercavo una nuova esperienza in un campionato dove volevo divertirmi. Poi è comunque un campionato competitivo, la MLS è molto progredita negli ultimi anni: ha tantissimi tifosi, soprattutto a Los Angeles. Il LAFC è un club giovane ma che ha vinto un titolo, che ha fatto una finale della loro Champions League… Io sono competitivo, ho sempre voglia di vincere titoli. Non mi piace il termine pre-pensionamento. Non diciamoci bugie, non è l’Europa, ma è comunque uno scenario competitivo. Staccherò un po’ rispetto al livello molto, molto alto in Europa, ma quella che andrò a fare anche un’esperienza familiare“.

Il faccia a faccia con Ibrahimovic nel documentario

Come anticipato, il 26 maggio su Canal+ in Francia uscirà un documentario sull’ormai ex giocatore del Milan, Olivier Giroud, documentario proposto dalla biografa del francese. All’interno del film, racconta Oli, c’è stato anche un confronto “faccia a faccia” con Zlatan Ibrahimovic. Il bomber ha spiegato nel dettaglio il perché: “Sono stato io a cercare di portarlo nel documentario, la produzione mi ha poi detto che sarebbe stato fantastico averlo. Ci siamo visti in un piccolo ristorante a Milano e come al solito, Zlatan ha avuto delle parole tutte sue… Gli ho ricordato che mi aveva accolto al Milan con una frase d’impatto, come un avvertimento: “C’è solo un re a Milano e sono io!”… aveva rapidamente messo in chiaro le cose. Noi due abbiamo avuto una bellissima relazione: ha apprezzato il fatto che io abbia vinto tutto, che io sia uno competitivo. Da lì arriva il rispetto reciproco. Abbiamo vissuto momenti straordinari insieme, come quel titolo di Campioni d’Italia nel 2022. Come lui, anche sono stato un leader a modo mio. Anche se non ho l’abitudine di abbaiare, cerco di parlare in maniera puntuale e con pertinenza. E come ripete anche Zlatan, è spesso quello che non dice nulla a essere il più pericoloso…“.

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