Milan, Fonseca: “Che atmosfera a San Siro. Rischiare per vincere” Poi va sui tifosi

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Paulo Fonseca si racconta a 360°: la voglia di vincere con il Milan, lo stile di gioco, l’infanzia e l’unione con i tifosi

Paulo Fonseca è il nuovo allenatore del Milan: il portoghese ha rilasciato una lunga intervista toccando vari temi. Orgoglioso di essere in un club così importante, vuole lasciare il segno e confessa di non avere paura di lanciare i giovani. Fonseca ripercorre la sua infanzia e le sue esperienze, ora è pronto per San Siro e conta sui tifosi. Subito idee chiare già dal primo allenamento di ieri, il nuovo allenatore vuole una squadra coraggiosa.

Fonseca si racconta

Paulo Fonseca ha rilasciato una lunga intervista a Milan Tv:

I primi giorni al Milan: “Devo ringraziare le persone perché mi hanno accolto bene. Mi è piaciuto molto Milanello, sensazioni molto positive”.

Sente una responsabilità speciale? “Essendo l’allenatore del Milan è una grande responsabilità, ma anche un grande orgoglio. Dobbiamo difendere un club con una storia mondiale, ma anche avere l’ambizione di vincere”.

Cosa si ricorda del Milan? “Mi ricordo tanti giocatori, il Milan è un club universale, tutti lo conoscono. Io seguivo il Milan: Gullit, Rijkaard, Van Basten, Baresi, Maldini… li ammiravo molto. La storia del Milan è fantastica, è difficile non ricordare questi momenti”.

La sua infanzia? “Ho avuto un’infanzia felice, sono cresciuto in una famiglia umile. Giocavo sempre a calcio, sono cresciuto in modo normale. Infanzia nella strada a giocare a calcio, ce l’avevo sempre in testa”.

Le sue esperienze: “Sono nato in Mozambico, ex colonia del Portogallo. Abbiamo una storia con la guerra, ma sono tornato subito in Portogallo. 8 anni fa sono uscito dal Portogallo e ho conosciuto diverse culture, diverse lingue. L’esperienza in Ucraina è stata fantastica e anche in Francia”.

La passione per l’Italia: “Mi sono sposato con una ucraina. In Italia il paese è bellissimo, si mangia bene e le persone sono molto simpatiche. Dopo Roma ho pensato di poter vivere qui in Italia, sono soddisfatto di essere qui. Mi piace molto la cultura, magari in futuro rimarrò qui”.

Come si immagina Milano? “Tutti gli italiani amano il calcio, a San Siro ho sentito un’atmosfera incredibile, spero di vivere questi sentimenti con i tifosi. Voglio rendere orgogliosi i tifosi e essere un tutt’uno con loro”.

Scoprire la città: “A Roma ho vissuto in città perché volevo vivere l’atmosfera e anche qui farò cosi. Io non conosco bene Milano ma voglio conoscerla perché è una bella città”.

Lei è una persona curiosa? “Si sono una persona curiosa, voglio conoscere tante cose. Voglio la passione dei tifosi a San Siro”.

Stadi vuoti a Roma per la pandemia: “Ho voglia ora di vedere l’energia negli stadi d’Italia”.

Ha avuto coraggio nella sua carriera: “Dobbiamo rischiare per vincere e avere coraggio. Come allenatori abbiamo l’obbligo di avere una forma che appassioni i tifosi, dobbiamo creare spettacolo. Voglio attorno persone con coraggio”.

Creare un’identità: “Fondamentale creare un’identità forte per avere qualità e ambizione”.

Come si approccia ai giovani? “I giocatori non hanno età, se hanno qualità li faccio giocare. So che abbiamo giocatori giovani con qualità, se loro mi dimostrano io li faccio giocare”.

La famiglia: “La famiglia è fondamentale e la voglio portare qui, sarà molto felice la mia famiglia”.

Le passioni: “Lavoro molto, ma a casa ho menti per la famiglia. Mi piace la musica per iniziare bene la giornata, guardo qualche serie. Importante avere momenti off”.

L’insegnamento più grande: “Credo nella passione e nell’onestà, se le seguiamo veniamo premiati. Così è più facile raggiungere il nostro sogno”.

Cosa desideri? “Vincere con il Milan”

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