Milan, Ordine su Fonseca: “Sforzo verso i tifosi, cattedratico su Leao e Florenzi”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Franco Ordine ha analizzato le prime parole di Paulo Fonseca da allenatore del Milan: accoglienza, tifosi e rapporto coi calciatori

In un editoriale sulle colonne de Il Giornale, il giornalista Franco Ordine ha raccontato e analizzato la prima conferenza stampa di Paulo Fonseca come nuovo allenatore del Milan, tenutasi ieri mattina nella sede del club accanto all’Operating Partner di RedBird, Zlatan Ibrahimovic. Dall’accoglienza “gelida” alle parole più usate, passando per i pochi riferimenti al rapporto con i calciatori: Ordine ha giudicato così le prime parole di Paulo Fonseca da tecnico del Milan.

Cosa è emerso?

Per il giornalista, l’accoglienza è statagelida“: “Appena qualche famigliola davanti agli uffici di casa Milan e un contestatore isolato con cartello in latino, con tutto il management, da Franco Baresi a Furlani, schierato in prima fila“.

La prima cosa che hanno notato anche i tifosi è stata “lo sforzo compiuto da Fonseca nel parlare un linguaggio gradito alla platea dei tifosi“. Va in questo senso, scrive Ordine, l’utilizzo ripetuto di parole come “ambizione” e “responsabilità“: “Sono le sue colonne d’Ercole prima di intraprendere un lungo e impegnativo viaggio, scandito da scetticismo diffuso e dal peso di guidare un club universale“.

Sul rapporto con i calciatori, incalzato dai giornalisti su Rafael Leao e soprattutto su Alessandro Florenzi (col quale ha avuto un difficile rapporto a Roma), per il giornalista ci sono statipochi slanci“, con un Fonseca più “cattedratico” nelle risposte (“Leao? Voglio lavorare con lui. Florenzi? Io conto su tutti, Florenzi è uno di questi“).

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