Milan, Fonseca in conferenza: “Giocherò per vincere. Rispetto a Pioli…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Prima conferenza stampa di Paulo Fonseca da nuovo allenatore del Milan: il tecnico ha presentato il progetto insieme a Zlatan Ibrahimovic

Inizia ufficialmente la stagione 2024/2025 del Milan con la nuova guida tecnica affidata a Paulo Fonseca: davanti ai giornalisti della sede del club di via Aldo Rossi l’allenatore ha presentato il progetto tecnico insieme all’Operating Partner di RedBird, Zlatan Ibrahimovic. Queste le parole della prima conferenza stampa di Paulo Fonseca da allenatore del Milan.

La conferenza

Il benvenuto – “Devo ringraziare il modo in cui sono stato accolto qui. Voglio ringraziare la società per la fiducia in me e nel mio lavoro. Sono motivato, emozionato e fiducioso di fare un gran lavoro. So che arrivo in un club che vuole vincere. Sono stato nel museo, ho visto la storia del Milan e ho una grande ambizione di fare parte di questa storia. Zlatan mi ha mostrato lo spazio per i nuovi trofei, voglio fare parte di questa storia. Non vedo l’ora di cominciare a lavorare”.

Era destino? – “Sono qui con ambizione, so che gli allenatori del Milan devono vincere. Ho guardato tante volte Baresi e tanti giocatori che hanno fatto la storia del club. Ho la consapevolezza che è una grande responsabilità ma per me è un grande orgoglio. Il Milan è un club universale, so la responsabilità che ho nelle mie mani. Ma ho fiducia, voglio fare vincere il Milan e continuare questa storia”.

A che punto è a livello di calciomercato la squadra nella costruzione della rosa? – “Credo molto nei giocatori che abbiamo, nella nostra rosa. Non è una novità che abbiamo bisogno di calciatori, non molti ma in qualche posizione dobbiamo portare qualcuno per migliorare”.

L’ultimo portoghese a vincere è stato Mourinho – “Sono diverso da Mourinho, io voglio vincere col Milan. Ho grande ambizione, voglio vincere”.

I concetti chiave del suo calcio? – “Il Milan deve avere un calcio offensivo come dice la sua storia, e per vincere dobbiamo essere dominanti. E’ quello che voglio: una squadra coraggiosa, dominante, offensiva, reattiva, una squadra che non lascia pensare e giocare gli avversari. Ma prima di tutto voglio vincere, anche se la qualità del gioco per me è importante: i tifosi devono essere orgogliosi di come giochiamo. L’identità è un punto importante per me”.

Quale caratteristiche dovrà avere il prossimo numero 9? – “Ci serve un attaccante, lo sappiamo bene. Stiamo cercando di portare l’attaccante giusto, con le caratteristiche giuste. Se vogliamo giocare negli ultimi 30 metri dobbiamo avere un attaccante forte lì. Noi sappiamo il giocatore che vogliamo, e lo aspettiamo qui a breve”.

Gap con l’Inter – “Posso promettere ai tifosi di giocare sempre per vincere. Noi abbiamo una squadra forte e l’Inter è una delle più forti. Dobbiamo avere coraggio, non dobbiamo avere paura di niente. Con loro non sarà diverso”.

Rafael Leao – “E’ importante, decisivo. Me lo aspetto motivato e pronto per giocare per la squadra. E’ giovane, ha possibilità ancora di imparare tutti i giorni e voglio lavorare per insegnargli cose che può ancora imparare. Ma sempre giocando per aiutare la squadra”.

Quando arriveranno gli acquisti? Cos’è successo con Zirkzee? – “La fretta è nemica della perfezioni. Sappiamo quello che vogliamo, e al momento giusto avremo il giocatore giusto”.

Il problema difensivo – “Ho studiato la squadra e non voglio fare paragoni con l’anno scorso, ma devo guardare quello che devo fare. Per vincere dobbiamo essere più equilibrati, ho studiato i problemi difensivi della squadra, dobbiamo imparare e migliorare. Ma credo che sia relazionato tutto ciò con il modo di difendere. Vogliamo costruire una squadra più aggressiva, con più pressing e che difenda più lontano dalla porta. Lavorerò in questo senso. Abbiamo dei buoni difensori, non credo sia un problema individuale ma collettivo. Onestamente, la priorità è l’attaccante”.

Cosa dice per convincere i tifosi scettici? – “Ho voglia di cominciare e di convincere i tifosi. Voglio far ricredere i tifosi, saremo una squadra ambiziosa che giocherà per vincere. Sono io che devo farlo, sono io che ho responsabilità. Sono sicuro che i tifosi saranno con noi i tutti i momenti e sono fiducioso di costruire una squadra forte tutti insieme”.

Quanto tempo ci vorrà per vedere la mano di Fonseca? – “Alla prima col Torino mi aspetto già di vedere le mie idee sul campo. Il processo però ha bisogno di tempo, noi cominciamo oggi senza giocatori importanti che arriveranno più tardi. Non saremo perfetti all’inizio, ma qualcosa dalla prima giornata già si vedrà una squadra diversa”.

Chi sono i giocatori che già conosci? – “Ho giocato contro tanti di questa rosa, non ho un rapporto personale con nessuno ma li conosco tutti”.

Alessandro Florenzi, ha giocato a Roma con lui – “E’ uno dei giocatori della squadra, in questo momento è parte della rosa e devo poter contare su tutti”.

L’importanza dei terzini, qual è la situazione del Milan? – “Theo è importantissimo per noi. Penso di giocare con diverse strutture, devo capire le caratteristiche dei miei giocatori. Per un Theo molto forte offensivamente non posso prendere uno come lui, all’occorrenza posso giocare con un terzino bloccato a destra o con uno più avanti. Dipende dalla strategia di ogni partita. La cosa positiva è che abbiamo soluzioni per le diverse strutture tattiche”.

Morata? – “Non voglio fare nomi. Noi sappiamo chiaramente chi è il giocatore che vogliamo. Vogliamo grande qualità per questa posizione. Abbiamo perso Giroud, cambieremo per migliorare. In questa posizione serve uno che giochi tanto per la squadra: sappiamo le caratteristiche e che giocatore vogliamo. Spero e sono convinto che arrivi presto”.

Infortuni – “Da ieri abbiamo cominciato a parlare e a lavorare con lo staff di Milan Lab. Ora gli studi mostrano questo, che gli infortuni aumentano con l’aumento delle partite. Ma sono fiducioso: non avremo dei grandi problemi”.

Dalla prima esperienza in Italia alla maturazione – “Ho una grande passione per l’Italia, ho avuto una grande esperienza a Roma. La Serie A è molto particolare, ma la mia esperienza a Roma è stata fondamentale per decidere di tornare in Italia. Sono contesti diversi, ma conosco bene il campionato, gli allenatori e le caratteristiche della Serie A: sono prontissimo per cominciare”.

Il rapporto con Milan Futuro – “Il campionato è di alto livello, la Serie A è uno dei più difficili del mondo, con caratteristiche proprie. In questo momento siamo un esempio con la nascita di Milan Futuro, stiamo preparando molto bene il presente e il futuro del club, ho già studiato giovani calciatori con qualità e non avrò nessun problema a far giocare giovani se avranno coraggio e qualità. E qui di qualità ne abbiamo”.

Quando i primi contatti? Quanto è importante Zlatan? – “Zlatan è importante, un punto di riferimento per tutti noi. Non è importante quando abbiamo cominciato, ma è stata importante la comunione di intenti, quello che la società vuole e quello che io posso apportare alla squadra: questa è stata la cosa importante. Siamo fiduciosi per il futuro ed il presente del Milan. Le nostre idee sono comuni”.

Come interverrà sulla fase difensiva a centrocampo? – “Il problema non è individuale ma collettivo, ed è legato con il modo di difendere. Voglio una squadra più aggressiva, che pressi, che reagisca velocemente quando perde palla e che difenda più alta. Per non prendere gol serve equilibrio”.

Ha intenzione di giocare a 2, a 3 o ha bisogno di un centrocampista difensivo? – “Non voglio fare paragoni. Ho un modo di difendere diverso rispetto agli anni scorsi. So che qui c’è una tendenza a giocare uomo su uomo, ma credo che in qualche momento possiamo farlo: io non sono però un allenatore da uomo-uomo a tutto campo. Questo cambierà l’approccio del mediano, è tutto legato alla forma di difendere”.

Quale dev’essere l’obiettivo del Milan in Champions League? – “Vogliamo andare avanti il più possibile, sappiamo quanto è difficile. Vogliamo vincere tutte le partite ma serve anche fortuna: anche in Europa avremo ambizione”.

Seconda stella? – “E’ una motivazione”.

L’approccio con Gerry Cardinale – “Abbiamo parlato, è stato importante confrontarmi. Una delle cose che mi è piaciuta di più è quello che mi ha detto, mi ha detto che il Milan vuole vincere non solo oggi ma anche domani ed è quello che la società sta facendo: prepararsi per vincere oggi con un progetto chiaro per il futuro. Questo è stato importante per me, poi siamo sempre in contatto”.

Contento del pacchetto difensivo? Kalulu centrale o terzino? – “Può giocare nelle due posizioni, sono soddisfatto di averli tutti (o quasi) qui per cominciare il lavoro. Io normalmente comincio dalla fase difensiva ed è importante avere tutti, manca solo Theo. Kalulu è importante averlo a disposizione per diversi ruoli. Non è un giocatore molto offensivo, dipende dalla struttura tattica che utilizzeremo”.

Ha sempre valorizzato i singoli: chi potrà essere valorizzato? – “Abbiamo tanta qualità, diverse soluzioni per diverse posizioni. Tutti saranno importanti per me. Voglio vedere i miei giocatori crescere: se miglioriamo i singoli la squadra giocherà meglio. La mia preoccupazione è anche quella di far migliorare tutti i giocatori”.

L’attaccante che arriverà sarà simile a Zirkzee? Delusi dall’atteggiamento del procuratore? – “Non mi piace parlare di un giocatore che non abbiamo chiuso, ma ripeto che per noi è chiaro il giocatore che vogliamo e le caratteristiche che ha”.

Ora starà a Milanello – “E’ tempo di lavorare molto, per me e per lo staff. Non abbiamo molto tempo a disposizione, sono qui senza la mia famiglia. E’ più facile stare a Milanello al momento, lavoreremo tanto e torneremo in albergo solo per dormire. E’ più pratico vivere a Milanello, è bellissimo”.

Il lascito di Fonseca a Roma: cosa si sente di dire ai tifosi del Milan? Cosa non è andato a Roma? – “Sono squadre diverse. Non voglio parlare molto del passato. Quello che voglio dire è che tutti sappiamo che Roma non è una piazza facile, ma io sono stato molto felice a Roma. Tengo nel cuore l’esperienza ma adesso è il passato. Lavorerò per avere il rispetto dei tifosi del Milan, costruendo una squadra che li renda orgogliosi in modo chiaro, onesto e sincero. Così è come sono io nella vita”.

Ha un motto? Una parola d’ordine? – “Creiamo sempre queste situazioni nelle squadre, ma non ci ho ancora pensato. Devo conoscere bene ancora i giocatori e lo staff”.

A Roma giocava con Dzeko, a Lille giocava con David: preferisce il centravanti alla Dzeko o alla David? – “Così provate a capire l’attaccante che vogliamo… Dipende da tante cose, dai giocatori e dagli schemi tattici. A Lille ho giocato senza attaccanti, dipende dalle caratteristiche che ho a disposizione. Vogliamo giocare negli ultimi 30 metri, l’attaccante che vogliamo è un giocatore che deve giocare senza spazio negli ultimi 30 metri”.

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