Milan, Condò: “Questo il metodo USA, da manager a head coach. E Fonseca…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il metodo americano, dal manager all’head coach: Paolo Condò analizza il fenomeno e parla di Paulo Fonseca al Milan

Le sempre più presenti proprietà americane nel mondo del calcio europeo stanno cambiando alcuni paradigmi: a parlarne in maniera dettagliata, comprendendo anche il (quasi) prossimo arrivo di Paulo Fonseca sulla panchina del Milan, è stato il giornalista Paolo Condò in un focus sulle colonne di Repubblica.

Il metodo americano

Utilizzando l’esempio dell’addio di Pochettino al Chelsea, Paolo Condò sottolinea “il metodo che diverse proprietà americane stanno applicando“, ovvero quello della “riduzione del ruolo dell’allenatore da manager a head coach, uno dei capi dei tanti dipartimenti in cui è divisa l’azienda calcio“. Per il giornalista stiamo parlando di un discorso che “fa un po’ a pugni con la nostra cultura“, una cultura “che pone i risultati della squadra sopra qualsiasi altro discorso“. Così Condò si spiega le proteste e il malcontento dei tifosi del Milan, tifosi che “non digeriscono l’idea, variamente espressa, che la regolarità del piazzamento Champions costituisca il primo obiettivo industriale della società“.

Fonseca e il Milan

Il malumore in casa Milan si riflette nei contrasti con la società sulla scelta di un tecnicoaziendalista“, profilo prima collegato a Julen Lopetegui e adesso a Paulo Fonseca. “In realtà“, chiude Condò, “non scorgiamo grandi novità in questo metodo, qualsiasi allenatore dev’essere compatibile al budget fissato dal club, e all’interno di quel budget deve avere l’ultima parola sull’allestimento della rosa“.

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