“Scempio reciproco, consueto VAR”: il Milan-Fiorentina di Currò

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Il giornalista non approva particolarmente lo spettacolo di San Siro: il Milan vince sulla Fiorentina e Currò analizza il match

Tanti i pareri raccolti sulla sfida di ieri sera a San Siro, quella che ha visto il Milan tornare a vincere in campionato grazie all’1-0 sulla Fiorentina. Il rigore decisivo di Theo Hernandez, un miracolo di Mike Maignan, l’esordio di Francesco Camarda e poco altro. A sottolineare la poca spettacolarità della partita è Enrico Currò, che sulle colonne di Repubblica racconta il suo Milan-Fiorentina.

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70 mila confortati

“Intonato dalla Curva Sud prima della partita, il coro personalizzato per il quindicenne centravanti Francesco Camarda promosso in panchina per l’emergenza in attacco e poi lanciato per l’esordio da record anagrafico, introduceva in partenza al senso della serata per il Milan. Un prologo, da attraversare possibilmente intascando i tre punti, al duello di martedì in Champions col Dortmund, appuntamento cruciale. Le cose sono poi andate in effetti come si auguravano gli oltre 70 mila milanisti a San Siro. Ma li ha confortati, oltre alla solita parata salvatutto di Maignan nei minuti di recupero e al consueto VAR che ha diviso gli spettatori neutrali in due scuole di pensiero, soprattutto la poco vorace Fiorentina. La squadra di Italiano, sullo 0-0 scritto da 40’ di scempio tecnico reciproco, ha sprecato qualcosa sotto porta per tendenza al ghirigoro e poi a fine primo tempo, dopo una parata di assaggio di Terracciano su testata di Pobega, si è offerta al contropiede fatale di Theo Hernandez, imbeccato dal fantasma Jovic ricomparso ad hoc e steso da Parisi, senza espulsione come da regolamento”.

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L’annunciatissimo esordio

“L’annesso rigore, segnato da Hernandez stesso, è diventato decisivo, malgrado l’abbondanza di episodi della caotica ripresa. Nessuno di questi eventi passerà tuttavia alla storia del campionato, a differenza di quello annunciatissimo: l’ingresso a 7’ dalla fine dell’atteso Camarda, che è diventato il più giovane esordiente di sempre in Serie A a 15 anni, 8 mesi e 15 giorni. Con gli altri 7’ di recupero, la stellina ha vissuto quasi un quarto d’ora di battesimo, che la penuria di palloni giocabili non gli ha permesso di riempire come aveva sognato. Martedì, in compenso, il Milan dovrà riempire un po’ meglio l’area del Dortmund e sperare che, in assenza di Leao, gli basti il ritorno di Giroud per abbordare la qualificazione agli ottavi della Champions”.

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