“Questa è la direttiva! Era mano, ma…”: Marelli analizza Milan-Fiorentina

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Dal possibile rosso a Parisi a quello per Tomori, passando per l’episodio Loftus-Cheek: Marelli e la moviola di Milan-Fiorentina

Contro la Fiorentina, il Milan è tornato a vincere in Serie A dopo 4 partite a secco: la partita ha visto diverse situazioni arbitrali dubbie, analizzate ieri sera da Luca Marelli a DAZN. L’ex arbitro si è soffermato su 3 momenti ben distinti. Il primo, ovviamente, riguarda il calcio di rigore assegnato ai rossoneri per fallo di Parisi su Theo Hernandez, fallo per il quale il Milan ha chiesto più volte il cartellino rosso per il terzino Viola. Il secondo e il terzo sono invece a parti inverse: la Viola recrimina per un contatto tra Tomori e Bonaventura (anche qui, la richiesta era del cartellino rosso) e soprattutto per un possibile fallo di mano di Ruben Loftus-Cheek. Di seguito, tutti gli episodi dubbi di Milan-Fiorentina analizzati da Luca Marelli:

Parisi: giallo corretto o espulsione mancata?

L’episodio che ha cambiato Milan-Fiorentina è stato sicuramente il calcio di rigore assegnato ai rossoneri: Luca Marelli spiega perché Parisi è stato semplicemente ammonito e non espulso.

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PARISI-THEO, ROSSO?: “Sul rigore è inutile soffermarsi. C’è una prima spintarella fuori area, ma il contatto vero e proprio avviene all’interno dell’area nel contatto tra le gambe. In queste circostanze se il pallone è a distanza di gioco, viene considerato sempre depenalizzato, cioè come se fosse un tentativo di giocare il pallone. L’importante è che il contatto sia basso e non alto. Se fosse stata una trattenuta, ovvero senza nessuna intenzione o volontà di giocare il pallone, a quel punto sarebbe stata espulsione. Per fare un esempio vi ricorderete lo scorso anno in Champions League l’espulsione di Tomori per questo motivo (anche se in realtà in quella circostanza non c’era nemmeno il rigore). Lì Tomori interviene con le braccia, mentre in questo caso Parisi entra in contatto con la parte bassa. Si può poi discutere sull’applicazione di questa regola, ma sappiate che la direttiva è quella di ammonire sempre in queste circostanza”.

Marelli e gli altri due episodi di Milan-Fiorentina

Nel match tra Milan e Fiorentina ci sono stati anche però due episodi sui quali i Viola hanno recriminato: Luca Marelli ha analizzato sia il contatto tra Tomori e Bonaventura che il possibile tocco di mano di Ruben Loftus-Cheek.

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CONTATTO TOMORI-BONAVENTURA: “La Fiorentina ha chiesto il rosso per chiara occasione da rete. Ma non si configura una DOGSO per due motivi: il primo è che Bonaventura non ha il possesso del pallone, il secondo motivo è che il pallone sta andando verso l’esterno, pertanto manca il presupposto della direzione generale dell’azione. Di conseguenza giusto il giallo per il difensore inglese per SPA, azione potenzialmente pericolosa”.

LOFTUS-CHEEK, FALLO DI MANO?: “Questo invece è un episodio molto molto dubbio. Faccio una premessa: se l’arbitro avesse fischiato il rigore, il VAR non sarebbe intervenuto. È uno di quegli episodi che non può essere considerato un chiaro ed evidente errore. È il classico episodio grigio. Effettivamente il braccio è molto largo a inizio azione, anche se tende a chiudersi. Dopo il tiro della Fiorentina, il pallone sbatte sul corpo del centrocampista e poi schizza sul braccio. Come ho spesso detto il fatto che ci sia un precedente contatto con un’altra parte del corpo non vale sempre come discrimine per poter considerare corretto un impatto con il braccio. In questa circostanza il braccio tende a chiudersi, ma è ancora leggermente al di fuori della figura. Motivo per cui se l’arbitro avesse dato il penalty in campo, il VAR non sarebbe intervenuto. Allo stesso modo, non essendo un chiaro ed evidente errore ma un’interpretazione, a quel punto il VAR non è intervenuto per assegnare il calcio di rigore”.

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