“Milan, tre indizi fanno una prova”: l’analisi del giornalista

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

In un editoriale sulle pagine di oggi, il vicedirettore della Gazzetta dello Sport Andrea Di Caro ha commentato la domenica di Serie A: vincono Milan, Inter e Juventus.

“Il campionato lascia il posto al Mondiale, ma già ne sentiamo nostalgia e non vediamo l’ora che riparta. Perché è vero che le prime quindici giornate sono state all’insegna di un Napoli show capace di spaventare tutti con i suoi numeri (41 punti, +8 sul Milan secondo, 11 vittorie consecutive, zero sconfitte, 37 gol fatti, +25 di differenza reti), ma è altrettanto vero che il campionato è ancora vivo e chi insegue non molla (Milan), cresce (Juve), riparte (Inter). Tre vittorie ieri: tre indizi che fanno una prova. Il Napoli al rientro troverà squadre che ancora ci credono: non possono più sbagliare, certo, ma sono convinte di poter rimontare. Il 4 gennaio alla ripresa Spalletti andrà a San Siro contro l’Inter, poi Samp in casa e quindi al Maradona il 13 arriverà la Juve. Nei due scontri diretti da dentro o fuori si capirà molto. Anche perché il Milan incontrerà al rientro Salernitana, Roma e Lecce e potrebbe accorciare.”

“La squadra di Pioli, un po’ stanca, ci sta abituando a vittorie in extremis: con lo Spezia ha risolto all’89’ Giroud, ieri è stato un autogol di Milenkovic al 92’ a regalare tre punti, un premio voluto ma un po’ eccessivo, visto che un paio di minuti prima Tomori ha salvato sulla linea il 2-1 dei viola. La Fiorentina ha giocato a viso aperto, potevano vincere entrambe, lo ha fatto il Milan che ha faticato nelle ultime partite ma è riuscito a resistere. Dovrà ritrovare però una maggiore efficacia offensiva e l’apporto dei nuovi acquisti, finora deludenti.”

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“Chi sta crescendo senza sosta è la Juve, che vince e non prende gol da sei partite. Il 3-0 alla Lazio è un risultato eclatante, forse un po’ troppo largo, ma mai stato in discussione. Difesa solidissima (appena sette gol subiti) e attacco letale come vuole Allegri, la Juve ha ritrovato il suo Dna e anche il gioco ora è più convincente anche se non è spettacolare. La sosta arriva nel momento migliore dei bianconeri, ma permetterà il definitivo recupero degli infortunati. Torneranno Vlahovic e Pogba, sarà cresciuto Chiesa. Rispetto alle altre big la vera Juve ancora non si è vista ed è la squadra con i maggiori margini di crescita. Aver avuto tanti problemi nella fase iniziale ha permesso – o forse costretto – Allegri a schierare giovani che hanno fatto esperienza, brillando spesso. Max si ritrova così una rosa molto più lunga fatta di big e baby di talento che potrà sfruttare nelle tre competizioni avviando un turnover senza subire troppi contraccolpi. È la Juve oggi, tra le inseguitrici del Napoli, quella che sembra più convinta delle proprie chance.”

“L’Inter ha vinto ieri una partita fondamentale a Bergamo. Dzeko a 36 anni, come Giroud nel Milan, sta stupendo e meritando a suon di gol il rinnovo di contratto. Grazie a lui la pesante assenza di Lukaku in alcune partite come ieri si è sentita meno. Non avesse battuto la Dea, limitando le ambizioni di Gasperini, sarebbe stato quasi impossibile coltivare ancora chance di rimonta. Con Romelu a gennaio, Inzaghi riavrà l’uomo in più.”

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Milan Fiorentina
Photocredits: acmilan.com

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