Milan-Empoli, Corsi: “Vogliamo i punti” Poi il retroscena su Niang (ESCLUSIVA)

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Abbiamo intervistato il presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi, nel percorso di avvicinamento alla sfida con il Milan a San Siro: non solo Niang tra i temi trattati

In attesa della sfida di San Siro tra Milan ed Empoli, domenica alle ore 15:00, abbiamo avuto il piacere di intervistare direttamente il presidente della squadra toscana, Fabrizio Corsi. Ai microfono del podcast di Radio Rossonera, Corsi ci ha parlato della stagione dell’Empoli, di come arriva la squadra alla trasferta contro il Milan, dell’ex Mbaye Niang e del futuro giovane talento che sboccerà al Castellani.

Le parole del presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi, sul Milan e sulla stagione dei toscani

Che Empoli ci dobbiamo aspettare domenica alle 15, una squadra che vorrà cercare punti? “Di sicuro. Non è che come dicono spesso i calciatori, si vuole andare a fare una gita. C’è la volontà di fare il possibile perché siamo affamati, abbiamo la necessità di fare punti da qui alla fine e dobbiamo farlo anche nelle situazioni che non sembrano possibili, come può essere con il Milan. Quando succede così sono punti fondamentali, che non ci fai affidamento, ma sono quelli che poi alla fine, non mi riferisco solo alla partita di domenica, ti fanno fare quel passo decisivo per la classifica finale”.

Che stagione è stata fino a qui per l’Empoli. In linea o leggermente al di sotto dell’asticella? “Sapevamo di dover affrontare delle grosse difficoltà perché ci sono molti calciatori che salendo dalla serie B, mancano della mentalità giusta, di chi magari ha fatto due o tre anni in Serie A. Questo ha condizionato soprattutto la partenza, mi riferisco soprattutto al ritiro estivo, in cui già abbiamo avuto le nostre difficoltà. Poi abbiamo cambiato due volte l’allenatore, il cambio in realtà maschera le carenze o le valutazioni sbagliate che abbiamo fatto noi come dirigenza nel completare la squadra. L’abbiamo completata tardi, negli ultimi dieci giorni di mercato, anche questo si è sommato alle varie problematiche. Poi abbiamo fatto un cambio a gennaio che forse ci ha dato di più in termini di mentalità perché effettivamente, credo che al di là della rosa che può essere mediamente all’altezza delle altre sei, sette squadre che lotteranno con noi, però il cambio ci ha dato quello che ci mancava come idea di approccio, di fiducia e di determinazione. Ora ce la giochiamo alla pari degli altri, siamo molto delusi dal risultato di domenica scorsa, perché è stata una partita in cui abbiamo fatto piuttosto meglio degli avversari e poi siamo stati puniti da un unico errore durante la gara. Siamo passati dall’1-0 per noi e degli episodi molto importanti a subire gol. Comunque già da martedì hanno ripreso tutti con una mentalità da battaglia, quello che si fa in allenamento poi si ripropone la domenica”.

L’ex Niang e il futuro campione

A gennaio è arrivato un’ex Milan a Empoli, cioè M’Baye Niang. Com’è nata l’idea di riportarlo in Italia? “Una proposta fatta dai procuratori, il ragazzo voleva ritornare in Italia, c’è voluto un po’ più del normale per concludere la trattativa, infatti era indietro fisicamente. Siamo molto felici del suo apporto e di come è entrato nello spogliatoio, in maniera esemplare. Però era in ritardo di condizione e infatti è stato impiegato a partita in corso perché c’è voluto molto di più per entrare in condizione; veniva da un campionato in cui i ritmi erano molto più bassi e ritornare ad allenarsi ai nostri ritmi non è facile. Mi sembra che ora sia vicino alla condizione ottimale, però non lo so bene, queste poi sono situazioni che l’allenatore naturalmente conosce meglio”.

L’Empoli nel corso degli anni ha riempito le squadre di Serie A svezzando numerosi talenti che poi sono andati a giocare per grandi squadre, come i giocatori che l’anno scorso hanno fatto le fortune del Napoli che l’anno scorso ha vinto lo Scudetto. C’è qualche giocatore nella rosa attuale pronto per il grande salto? “Non lo so, però c’è un giocatore che si chiama Fazzini, e che se chiedete agli addetti ai lavori anche della Nazionale di ieri e di oggi, viene visto come un calciatore che può giocare a quei livelli. Quest’anno ha giocato bene in una situazione di difficoltà della squadra, ha un motore importante che noi paragoniamo ai ragazzi che abbiamo avuto con noi negli anni passati. Noi lo consideriamo come un giocatore importante che può giocare tra sei mesi o tra un anno e mezzo in un club di alto livello. Ad oggi è un jolly di centrocampo perché può ricoprire tutti i ruoli del centrocampo: è un vantaggio perché può giocare da mezz’ala, da trequartista, può giocare anche davanti la difesa, però ha bisogno di un allenatore che lo battezzi in un ruolo specifico, il salto di qualità può fare con un allenatore così e di alto livello come ne avuti anche in passato. Gli sta dando tanto anche Nicola in termini di applicazione e determinazione, però per fare il salto di qualità dovrebbe battezzarlo un Sarri, un Pioli o uno Spalletti, tutti allenatori che conosco e che hanno la capacità e le conoscenza nel lavoro per poter completare l’opera”.

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