Indagini Milan Elliott-RedBird, avv. La Scala: “Ipotesi credibile, valutazioni dissonanti” (ESCLUSIVA)

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

L’avvocato Giuseppe La Scala ha aiutato a far luce sulle indagini in corso sul passaggio di proprietà del Milan da Elliott a RedBird

Per fare chiarezza sulle indagini di Guardia di Finanza e Procura di Milano sul passaggio di proprietà del Milan dal fondo Elliott al fondo RedBird abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con l’avvocato Giuseppe La Scala. Il vice presidente di APA Milan, associazione di piccoli azionisti rossoneri, e presidente dello studio di avvocati La Scala ha parlato in maniera dettagliata delle accuse rivolte al club di via Aldo Rossi e dei potenziali rischi dell’indagine. Nel mentre, è arrivata la risposta del fondo RedBird.

Milan da Elliott a RedBird, un “reato proprio” con valutazioni dissonanti

Le parole dell’avvocato Giuseppe La Scala sull’indagine in corso sul passaggio di proprietà del Milan dal fondo Elliott al fondo RedBird, avvenuta nell’estate del 2022.

IPOTESI DI REATO: La lettura del provvedimento rende le cose, dal punto di vista procedurale, chiare. Quest’indagine è stata promossa sulla scorta di una delle denunce che BlueSky ha presentato nella querelle che da anni la oppone ad Elliott per la vendita del Milan a RedBird, che è arrivata a delle conclusioni che in questo momento sono ipotesi di reato. Il giudice dice, in sostanza: “indago a riguardo, e quando le indagini saranno chiuse io farò le mie richieste al GIP e poi al tribunale“.

UN “REATO PROPRIO”: Siamo dunque nella fase in cui c’è un’ipotesi di reato, soggetta a verifica. Il reato è un reato proprio, come dicono i penalisti, e può essere compiuto solo da determinate persone che, per quanto riguarda il Milan, sono i suoi Amministratori Delegati. Non tutti quelli che conoscevano una certa realtà e l’hanno nascosta, ma coloro i quali avevano gli obblighi di legge di fare certe dichiarazioni alla FIGC. Questo è rilevante perché la FIGC è un ente di diritto pubblico che ha l’obbligo di verificare i requisiti necessari per possedere una società di calcio professionistica e di verificare che non ci siano situazioni di conflitto d’interesse.

IPOTESI CREDIBILE, VALUTAZIONI DISSONANTI: Se qualcuno impedisce di fare queste verifiche perché mi racconta che è proprietario tizio anziché caio, compie un reato che è quello di ostacolo all’attività di vigilanza, e di questo reato deve rispondere. Tale ipotesi di reato risulta comunque credibile, perché ci sono tante cose che non tornano. Però è anche vero che si fanno delle valutazioni e si dicono delle cose che, ad una lettura attenta, appaiono comunque abbastanza dissonanti. Per esempio: se è vero che il Milan non è stato venduto a RedBird ed è rimasto di Elliott, è anche vero che i requisiti di onorabilità e professionalità che Elliott aveva prima di vendere permangono in capo a un soggetto che era stato già verificato.

Il conflitto di interessi con il Lille e i rischi penali e sportivi

IL CONFLITTO DI INTERESSI CON IL LILLE: Quindi, nel merito, non è che Elliott ha venduto a un soggetto che non aveva i requisiti e questo è stato tenuto nascosto alla FIGC. Semmai il tema è quello dell’eventuale conflitto di interesse nella misura in cui risultasse vero che Elliott, oltre a continuare a controllare il Milan, controllasse anche un’altra società iscritta ad una competizione nella quale anche il Milan era iscritto, cioè il Lille in Champions League. Però anche questo è frutto di una valutazione giuridica che può essere discutibile, in quanto Elliott viene considerato controllante il Lille non in forza di un rapporto di proprietà, ma per il fatto che Elliott è creditore del Lille di una cifra molto rilevante, cosa che secondo l’ipotesi dell’accusa potrebbe configurare una sorta di controllo indiretto.

I RISCHI: Quindi ci sono elementi giuridici molto raffinati all’interno di un’operazione finanziaria molto complicata, elementi che comportano il rischio per gli Amministratori Delegati di una pena detentiva da 1 a 4 anni, che per soggetti incensurati e che godono di attenuanti significa una sanzione che non si trasforma praticamente mai in carcere. Mentre per la società della quale sono esponenti, che non provi di aver fatto un modello organizzativo che poteva evitare il reato se non fosse stato fraudolentemente violato da Gazidis e da Furlani, c’è il rischio di una sanzione pecuniaria che va dai 100 mila euro a 1 milione e 200 mila euro. Questo è quello che il Milan rischia in sede penale. Poi, se penalmente ci sarà questo accertamento dei fatti allora c’è il rischio ovviamente di sanzioni di carattere regolamentare. Trarre conclusioni affrettate su quello che sta succedendo sotto il profilo tecnico-giuridico non è possibile.

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