Delaware, FIGC e SEC: Milan, i 3 dubbi di Giudice sull’inchiesta Elliott-RedBird

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il giornalista Alessandro Giudice ha espresso tre dubbi sull’inchiesta della Procura di Milano che coinvolge il Milan tra Elliott e RedBird

In un editoriale di commento sul Corriere dello Sport, il giornalista Alessandro Giudice espone tutti i suoi dubbi sull’inchiesta della Procura di Milano sul passaggio di proprietà del Milan dal fondo Elliott al fondo RedBird. Dalla FIGC al Delaware passando per i documenti americani e olandesi, per Giudice ci sono “nodi che destano diverse perplessità che i prossimi passaggi dovranno sciogliere”. I dubbi sulle accuse al Milan tra Elliott e RedBird sono principalmente 3.

Milan, dubbi sulle accuse a Elliott e RedBird

Il primo dubbio riguarda la figura istituzionale che si dovrebbe occupare del caso. Per Giudice, è dubbioso “poter considerare la Figc alla stregua degli organismi preposti a vigilare sui mercati del risparmio (Consob e Bankitalia) nella fattispecie che i pm contestano a Furlani e Gazidis, cioè l’ostacolo alla vigilanza“.

Il secondo dubbio riguarda “la solidità di alcuni elementi alla base della richiesta di perquisire la sede del Milan e gli uffici degli indagati“. Giudice fa notare come il fatto che l’indirizzo nel Delaware (piccolo stato sulla East Coast statunitense) sia lo stesso per i veicoli di RedBird ed Elliott sia tutto tranne che strano: “Lo stesso indirizzo ospita 300.000 imprese perché la società domiciliataria (Ct Corporation) conta tra i suoi clienti le più grandi società americane, da Apple a Coca Cola“.

“Perché non hanno avuto da obiettare?”

Il terzo ha a che fare con il rinvenimento di documenti chenon sembrano coincidere con la ricostruzione dei pm laddove affermano che al vertice della catena di controllo del Milan non vi sarebbe RedBird né Gerry Cardinale“. Grazie al lavoro dell’avvocato Felice Raimondo, “una semplice visura presso la camera di commercio olandese” sembrerebbe smentire le accuse. “Verrebbe da chiedersi“, chiude Giudice, “come mai, in presenza delle anomalie evidenziate dai pm, né la SEC americana (Securities and Exchange Commission, l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza delle borse valori) né le autorità olandesi competenti per giurisdizione abbiano avuto nulla da obiettare“.

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