Milan, i dubbi di Gazzetta: Elliott, RedBird e una “valutazione molto alta”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Gazzetta dello Sport ha espresso dubbi riguardo alla valutazione “molto alta” che fu fatta del Milan da Elliott e RedBird col passaggio di proprietà

Continua a far parlare di sé l’inchiesta della Guarda di Finanza e della Procura di Milano sul passaggio di proprietà del Milan dal fondo Elliott al fondo RedBird, inchiesta che vede indagati l’ex AD Ivan Gazidis e l’attuale AD Giorgio Furlani. Sulle colonne dell’edizione di oggi, la Gazzetta dello Sport ha espresso dei dubbi anche sulla valutazione che ai tempi fu fatta del Milan da parte dei due fondi Elliott e RedBird: 1,2 miliardi di euro.

“A livello dei club più ricchi al mondo”

E’ proprio di questo che ha parlato questa mattina il quotidiano, tornando al giorno del closing per provare a spiegare le sue ragioni: “Quando, il 31 agosto 2022, venne annunciato ufficialmente il closing dell’operazione, due circostanze balzarono all’occhio: la valutazione data al club rossonero, cioè 1,2 miliardi di euro, e il vendor loan da 550 milioni concesso da Elliott a RedBird che, prima di concludere l’affare, gestiva un patrimonio di 6 miliardi di dollari (oggi saliti a 10)“.

Dopodiché, il giornalista Marco Iaria esprime i suoi dubbi: “È vero che il Milan era stato risanato, con l’Ebitda (il guadagno prima degli interessi, delle imposte, del deprezzamento e dell’ammortamento, ndr) in territorio positivo e i debiti finanziari sostanzialmente azzerati, ma il prezzo della transazione esprimeva pur sempre un multiplo dei ricavi superiore a 4,5, al livello dei club più ricchi al mondo nonostante mancassero grandi asset patrimoniali. Non a caso l’algoritmo della società di consulenza Football Benchmark assegnava, a quel tempo, un enterprise value di 578 milioni al Milan“.

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