Il Milan e il problema non risolto dei calci d’angolo

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

Questo Milan è il peggior nemico di sé stesso: sempre i medesimi errori, i calci d’angolo sono una minaccia costante senza rimedio

Lecce-Milan, a fine primo tempo, era una partita virtualmente chiusa. Nonostante i rossoneri non siano riusciti a chiudere la partita sul 3-0, infatti, sembravano padroni del campo e della situazione. A riaprire tutto, ancora una volta, un calcio d’angolo. Cross a rientrare, sponda di Blin sul secondo palo, tap in di Sansone. Come molti hanno notato, la storia si ripete in modo identico rispetto al PSG: spizzata di Marquinhos, colpo di testa in tuffo di Skriniar. Cambiano gli interpreti, cambia il blasone dell’avversario, non cambia il risultato: Milan trafitto sul palla inattiva, che continua a essere una vera e propria spada di Damocle sulla testa di Pioli e squadra.

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Milan, sempre gli stessi errori

Le enormi difficoltà a difendere sui calci d’angolo sono una costante negli ultimi anni. Il tempo passa ma i rossoneri sembrano cadere sempre e comunque negli stessi errori, subendo un quantitativo di gol impressionante da palla inattiva. I due gol fotocopia subiti da Skriniar e Sansone sono solo gli ultimi di una serie praticamente interminabile di situazioni analoghe. L’anno scorso, stagione 2022-2023, il Diavolo ha subito 16 reti su 43 da palla inattiva, il triplo del Napoli (per fare un esempio). In Champions League, l’euroderby è stato compromesso dopo appena cinque minuti: angolo di Chalanoglu, deviazione di Dzeko colpevolmente marcato dall’impotente Calabria. Da quel momento in poi, la strada per la finale nerazzurra era spianata. Facendo qualche esempio, durante la passata stagione, il Milan ha subito gol da calcio d’angolo da parte di: Becao (Udinese 4-2), Ibanez (Roma 2-2), Berardi (Sassuolo 2-5), Lautaro (Inter 1-0), Fofana (Chelsea 3-0). Un problema evidente, a cui continua a non essere posto alcun tipo di rimedio.

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Nessun rimedio

Il calciomercato estivo del Milan sembrava realizzato proprio per porre rimedio a questo problema fondamentale. L’acquisto di Loftus-Cheek e l’impiego fisso di Thiaw apparivano infatti come tentativo di aumentare l’altezza media della squadra e di difendere più agevolmente sui calci piazzati. La musica, però, non è cambiata: i due punti lasciati sul campo a Via del Mare sono ancora una volta determinati da un calcio d’angolo. Offensivamente parlando, poi, la situazione rimane la medesima: il Milan non segna mai da calcio piazzato, raramente riesce anche solo a proporre un’azione pericolosa in quei casi. Oltre all’enorme difetto in fase difensiva, quindi, si aggiunge anche l’arma in meno in fase offensiva. Lacune in organico, problema infortuni, calci d’angolo: in questo Milan c’è tanto, tantissimo da fare.

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