Milan-Dortmund, Sacchi: “Il guaio è qui! Pioli, per un bambino ci vogliono 9 mesi…”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Sacchi si esprime sulla sconfitta del Milan col Borussia Dortmund: i suoi concetti cardine e una postilla sul tecnico

Continua a battere il martello di Arrigo Sacchi sul chiodo della “squadra”: quanto questo Milan abbia dimostrato di non esserlo contro il Dortmund è stato sottolineato a più riprese dall’ex allenatore questa mattina. In un editoriale per La Gazzetta dello Sport, Sacchi ha toccato i punti deboli dei rossoneri e si è espresso sul futuro di Stefano Pioli. Di seguito, il suo pensiero.

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Tutto “troppo”

“La prima cosa che mi viene da scrivere, e lo scrivo con molto dispiacere, è che il Milan ha dimostrato di non essere ancora una squadra. E se non sei una squadra, in Europa vai in difficoltà. Questo ha detto la sfida di San Siro contro il Borussia Dortmund. Adesso la strada verso la qualificazione per i rossoneri è una salita quasi impossibile, una specie di Mortirolo da scalare. Mi auguro che riescano nell’impresa, anche se poi si devono incastrare altri risultati, ma la realtà è che questo Milan non dà tranquillità, non trasmette sicurezza, non ha il necessario equilibrio.

Troppi alti e bassi nel corso della medesima partita e troppe disattenzioni, soprattutto nel reparto difensivo. Guardate il gol del 2-1 dei tedeschi: i rossoneri sono posizionati male, uno va a raddoppiare, non prende il pallone e lascia libero l’avversario sull’esterno. Questi errori, a livello internazionale, si pagano: è inevitabile. Così come è inevitabile pensare che questa squadra sia stata costruita quest’estate inserendo tanti volti nuovi, soprattutto stranieri, e serve parecchio tempo per dare un’identità chiara a tutto il gruppo”.

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L’impegno c’è. E Pioli?

“Non si può dire che sia mancato l’impegno. Tutt’altro. Chi è sceso in campo ha dato tutto ciò che aveva. Il guaio è che questo “tutto” non è stato sufficiente a superare l’ostacolo e questa sconfitta rischia di pregiudicare il prossimo periodo. In queste condizioni la tenuta psicologica della squadra è fondamentale ed è soprattutto su questo aspetto che Pioli lavorerà affinché i suoi uomini non cadano in depressione. A volte il Milan è troppo lungo, decisamente poco compatto e in questo modo viene a mancare la fondamentale collaborazione tra i reparti.

Il processo di crescita è ancora in corso, questo è piuttosto evidente ed è anche normale che sia così considerando quanti giocatori sono stati acquistati in estate. Se per fare un bambino ci vogliono nove mesi, vogliamo dare il giusto tempo a un allenatore per dare corpo al suo progetto? So che la pazienza è una qualità sconosciuta ai tifosi, so che tutti vorrebbero il massimo fin dall’inizio della stagione, ma in questo caso è necessario aspettare, ragionare, riflettere e insistere sulle idee che si sono proposte ai giocatori. La fretta, nel calcio come nella vita, non è mai una buona consigliera”.

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