Dalle scelte a centrocampo alla gestione strategica di Gimenez: Peppe Di Stefano analizza il Milan post-derby
Ospite del consueto Talk di Radio Rossonera, il giornalista Peppe Di Stefano ha fatto il punto della situazione in casa Milan dopo la vittoria nel derby. Il clima a Milanello è cambiato, ma la parola d’ordine resta equilibrio. Di Stefano ha spiegato come Massimiliano Allegri stia gestendo bene il gruppo, chiarendo che la corsa Scudetto dipende da molti fattori e che ogni scelta di formazione segue una logica precisa per non sprecare energie.
Le scelte di formazione e la gestione dei singoli
Per quanto riguarda la prossima partita contro la Lazio, i dubbi di formazione sembrano legati a una gestione intelligente dei titolari e delle riserve. Di Stefano ha spiegato così la situazione dei ballottaggi a Radio Rossonera: “Vedo più Estupiñan di Bartesaghi e più Jashari di Ricci. Sono ancora in attesa di capire, ma vado a logica, tanto vanno capiti gli allenatori. Bartesaghi resta il titolare, ma Estupiñan va messo quasi di diritto. Jashari invece abbiamo visto che è la riserva di Modric o di Rabiot. Ricci, che è molto intelligente, sta entrando bene a partita in corso e quindi penso sia un’arma che Allegri si può voler giocare in quel modo”.
Sul fronte del campionato, il giornalista invita alla calma nonostante l’entusiasmo dei tifosi. Il distacco dall’Inter resta importante e il Milan deve pensare solo a fare il suo dovere senza guardare troppo avanti: “Il futuro del campionato non dipende solo dal Milan, che può vincerle anche tutte, ma se l’Inter ne vince 8 è campione d’Italia. C’è soddisfazione, ma non euforia. 7 punti è un buon margine, ed è difficile che li perdano. A me ha impressionato il numero dei nerazzurri da derby a derby: 14 vittorie e un pareggio. Le prossime due però non sono semplici contro Atalanta e Fiorentina. Non c’è entusiasmo, ma sana consapevolezza. I derby si preparano da soli, queste partite no, e pensare che ora si vincano tutte sarebbe un grave errore”.
Infine, c’è la questione legata a Santiago Gimenez. L’attaccante non rientrerà subito, e dietro questa scelta ci sarebbe anche un motivo strategico per proteggere la sua condizione fisica ed evitare viaggi rischiosi con la nazionale: “La mia sensazione è che Allegri abbia puntato su Leao e Pulisic. Gimenez ha bisogno di tempo, e a mio modo di vedere non lo vedremo in campo fino a Napoli, e lo dico anche con un pizzico di malizia. Se lo metti anche solo 10’ contro il Torino, autorizzi il Messico a convocarlo, e dopo uno stop così non c’è cosa più sbagliata che mettere un giocatore al rientro nelle mani di un preparatore diverso. Come caratteristiche credo che piaccia ad Allegri, e tra aprile e maggio secondo me lo rivedremo”.