Milan, Di Stefano: “Mercato diverso, voglio pensare che il silenzio sia…” (ESCLUSIVA)

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Tra il silenzio del Milan sul calciomercato, l’arrivo di Fonseca e le parole di Ibrahimovic: due chiacchiere con Peppe Di Stefano (Sky Sport)

Durante il classico appuntamento dal lunedì al giovedì alle 16 sul nostro canale Youtube con il Talk è intervenuto il giornalista Peppe Di Stefano, da anni inviato che segue da vicino le vicende del Milan per la redazione di Sky Sport. Con Peppe abbiamo parlato del possibile arrivo di un colpo di calciomercato prima del raduno di Milanello di lunedì 8 luglio, di quelle che potrebbero essere le prime mosse di Paulo Fonseca e di qualche considerazione in generale sul ruolo e sulla posizione di Zlatan Ibrahimovic.

Le parole in esclusiva del giornalista

COLPO PRE RADUNO? – “Qualcosa potrà avvenire… Con Di Marzio qualche giorno fa commentavamo questo: a parte qualche squadra sono tutte ferme, probabilmente anche a causa dell’Arabia Saudita: finché non sbloccano determinate cifre bloccano il mercato della Premier League, e di conseguenza anche quello delle squadre italiane. Coincide poi anche l’Europeo in corso. Tutti i tifosi del Milan si aspettano qualcosa, soprattutto a livello numerico: al momento la situazione soprattutto in attacco, pensando al giorno del raduno, vede veramente poche armi a disposizione. Se sugli altri reparti numericamente sei a posto, in attacco devi fare qualcosa, devi fare un colpo grosso“.

FONSECA E IL SILENZIO DEL CLUB – “Cosa farà di nuovo rispetto al corso Pioli? Darà sicuramente un po’ più di equilibrio in difesa. Oggi parlavo con un collega romano sugli anni a Roma di Paulo Fonseca: era molto offensivo, faceva giocare bene le squadre ma aveva poco equilibrio. Ma negli ultimi 2 anni a Lille ha migliorato la sua organizzazione difensiva. Sicuramente questo serve al Milan. Sono convinto che la squadra che vedremo un minuto dopo la chiusura del mercato sarà diversa rispetto a quella che pensiamo adesso: il Milan comprerà qualcosa di diverso. Sarà il solito 4-2-3-1 ma con una fisionomia cambiata probabilmente con un terzino, o un centrocampista, o un trequarti o un attaccante diverso. In questo momento regna un silenzio che da una parte non fa felice i tifosi, dall’altra voglio pensare che sia parte di una programmazione taciturna che prima o poi mostrerà i propri frutti. E’ un’estate molto particolare, i conti si faranno l’ultimo giorno del mercato ma con un allenatore nuovo sarebbe stato meglio consegnargli la squadra il prima possibile. Ma anche con gli europei di mezzo, io credo che Paulo Fonseca il vero Milan lo comincerà ad allenare ad inizio agosto”.

IBRAHIMOVIC – “E’ stata una conferenza non da Ibrahimovic. Prima era talmente forte che non parlava mai prima, ma sempre dopo la partita, era uno che dava i titoli. La conferenza è stata equilibrata, preparata: quando diventi dirigente devi essere più ponderato. Io non so giudicarla come una bella conferenza o meno ma sono e resto convinto di una cosa: se Zlatan Ibrahimovic è sceso in campo, prima o poi farà Ibrahimovic. Non può essere un dirigente, una persona, un uomo del calcio come lui che si accontenti di quello che a volte si vuol fare credere: io credo che prima o poi Ibrahimovic verrà fuori. Vedremo se avrò torto o ragione”.

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