Milan, Sacchi bacchetta: “Troppi rimpianti! De Ketelaere sì, Kessie no”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Brahim Diaz, De Ketelaere, Calhanoglu, Kessie, Paquetà: Sacchi e i perché dietro ai (almeno 3 su 5) “rimpianti” del Milan

Gol, assist, giocate importanti e trofei: nelle ultime settimane, gli ex Milan Charles De Ketelaere, Brahim Diaz, Hakan Calhanoglu, Franck Kessie e Lucas Paquetà si stanno togliendo diverse soddisfazioni lontani dai colori rossoneri. In un focus della Gazzetta dello Sport in edicola oggi, Arrigo Sacchi ha spiegato perché almeno 3 di questi 5 giocatori sono da considerare dei rimpianti (termine che non piace tantissimo ai tifosi rossoneri) per il Milan.

Milan, la lista dei rimpianti: Brahim Diaz, De Ketelaere, Calhanoglu, Kessie, Paquetà

Sono 5 i giocatori che hanno lasciato il Milan negli ultimi anni che stanno facendo molto bene con le squadre dove militano: a differenza di De Ketelaere, Calhanoglu e Brahim Diaz, per Arrigo Sacchi “non appartengono alla categoria dei grandi” Kessie e Paquetà.

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“La meraviglia di Brahim Diaz con la maglia del Real Madrid in Champions, la costante crescita di De Ketelaere con l’Atalanta, il ruolo sempre più determinante di Calhanoglu nell’Inter capolista. Sono tre motivi di rimpianto per il Milan, su questo non c’è dubbio, perché erano giocatori rossoneri che, per una ragione o per l’altra, se ne sono andati. A questi, volendo, si potrebbero aggiungere pure Kessie, che ha appena vinto la Coppa d’Africa, e Paquetà, che gioca in pianta stabile con il Brasile. Gli ultimi due elementi citati, tuttavia, a mio avviso non appartengono alla categoria dei grandi”.

Sacchi spiega perché

Concentrandosi su De Ketelaere, Brahim Diaz e Calhanoglu, Arrigo Sacchi spiega perché sarebbero da annoverare nella lista dei rimpianti per il Milan.

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“Su Diaz il discorso è abbastanza semplice. Se il Real ti presta un giocatore e vede che sta migliorando e che gli può servire, è logico che se lo riprenda. Diverso il ragionamento da fare su De Ketelaere. Maldini ci aveva visto giusto: l’aveva voluto a tutti i costi e lo considerava un potenziale campione. Il fatto è che con gli stranieri bisogna avere pazienza, e invece noi italiani pretendiamo sempre il massimo senza concedere loro il tempo per integrarsi. Calhanoglu, infine, è un vero rimpianto, forse il più grosso: sta dimostrando di essere un regista di altissimo livello. Al Milan giocava da trequartista, all’Inter fa il play ed è al centro della manovra”.

Photocredits: IMAGO / Vitalii Kliuiev / ZUMA Wire / sportphoto24

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