Milan, Bucciantini su Conte: “Una dirigenza forte non si pone neanche la domanda se ne valga la pena”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Marco Bucciantini ha spiegato quello che è per lui il paradosso di Antonio Conte, tra il sogno dei tifosi (anche del Milan) e le dirigenze non convinte

Nelle ultime ore, le notizie su un possibile ritorno di Antonio Conte in Serie A sono considerevolmente aumentate: da una parte, il suo storico secondo Stellini ha parlato di un possibile progetto al Milan, dall’altra è stato documentato un’incontro avvenuto poche ore fa con il Napoli. In un editoriale sulle colonne della Gazzetta dello Sport, il giornalista Marco Bucciantini ha parlato dell’ex CT della Nazionale Italiana e del paradosso che si crea tra i sogni dei tifosi e quelli dei dirigenti delle squadre. Il discorso su Antonio Conte, in questo caso, esula da Milan, Napoli e Juventus… anche se non troppo.

Antonio Conte e il sogno dei tifosi di Milan, Napoli e Juventus

Analizzando quello che sta succedendo nelle ultime settimane, Bucciantini spiega che Antonio Conte èil più voluto, desiderato, sognato dai tifosi connazionali“: quelli del Milan per il dopo Pioli, quelli della Juventus per un ritorno da sogno e quelli del Napoli per rialzarsi dopo una stagione tragica. Perché? Secondo il giornalista, “nessuno come lui può offrire questa garanzia, Conte ribalta il destino, crea un punto esatto, è un incrocio di perfetta simmetria: lì si compie la poesia brutale delle sue squadre“.

Il paradosso delle dirigenze

Il paradosso di Bucciantini arriva però quando si parla delle dirigenze delle società e del perché siano reticenti nell’ipotizzare l’ingaggio dell’ex allenatore di Inter, Juventus e Tottenham tra le altre: “C’è una distanza, la spinta dal basso incontra la ritrosia dall’alto“. Il giornalista si schiera apertamente contro questa distanza: “Perché Conte sarebbe così impegnativo come si insiste a descriverlo? Certo, l’ingaggio è di un tecnico top, ma Conte ha creato valore nei posti dove ha lavorato […] con le vittorie e nobilitando giocatori che con lui hanno toccato l’apogeo, e dunque valori (anche di “vendita”) mai avuti“. Bucciantini ammette cheper una dirigenza misurarsi con Conte non è semplice“, ma sottolinea allo stesso tempo che una dirigenza forte non si pone neanche la domanda se ne valga la pena“.

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