L’ex Chiarugi racconta: “Il Milan mi salvò dalla depressione, Rocco mi disse…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Luciano Chiarugi racconta il trasferimento dalla Fiorentina al Milan nel 1972: la depressione, il gol di Salonicco e la Fatal Verona

A poche ore dal fischio d’inizio della finale di Conference League tra Olympiacos e Fiorentina, il Corriere Fiorentino ha intervistato Luciano Chiarugi: l’ex attaccante della viola e Milan ha parlato anche del suo periodo in rossonero, dal trasferimento che gli ha “restituito la vita” alla gioia di Salonicco, passando per il “dramma sportivo” della Fatal Verona.

Chiarugi, dalla Fiorentina alla rinascita col Milan

L’ex calciatore ha raccontato così il passaggio dalla Fiorentina al Milan nel 1972: “Era il 1971 avevo problemi con Liedholm, il nuovo allenatore. Non mi faceva giocare secondo le mie caratteristiche, così mi espose alle critiche e finii in panchina. Ne feci una malattia: persi dieci chili, entrai in depressione. Non ero più lo stesso“. Poi, arriva l’esperienza in rossonero: “Un giorno vado a Coverciano per conoscere Nereo Rocco, ero così emozionato che portai con me mia moglie. Sono così magro che sembro uno scheletro e lui con un sorriso, mi dice: ciò, è tutto qua quello che abbiamo comprato? Diede ordine ai cuochi di farmi mangiare. E disse: al Milan troverai ragazzi meravigliosi che si prenderanno cura di te“. Per Luciano Chiarugi, il Milan fu unarestaurazione completa“: “Il Milan mi ha restituito la vita e al Milan ho trovato dei fratelli. È la verità“.

Salonicco e la Fatal Verona

Assoluto protagonista delle successive 4 stagioni in rossonero, Chiarugi ha raccontato ai microfoni del quotidiano prima il gol di Salonicco che regalò la Coppa delle Coppe al Milan nel 1973 (“fu una battaglia durissima, potevamo perdere 5-1 e invece decise il mio gol“), poi il dramma sportivo della Fatal Verona. “Se ci ripenso“, ha detto l’ex rossonero, “mi vengono ancora i brividi, lo stadio tutto rossonero, le lacrime dei tifosi, il silenzio dello spogliatoi. Sembravamo zombie. Negli anni si sono dette tante cose strane su quel finale di campionato, vallo a sapere”.

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