Van Ginkel: “Al Milan ero sereno, un ex compagno faceva scherzi a tutti”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex giocatore di Chelsea e Milan Marco Van Ginkel ha parlato del match di stasera e della sua esperienza in rossonero.

Sul match di stasera
“Il mio cuore è diviso a metà. Penso che i Blues siano un po’ più forti, anche guardando alla gara d’andata”.

Al Chelsea il primo grande salto della carriera. Com’è stato?
“Era tutto meraviglioso all’inizio, fino al primo infortunio al ginocchio da cui è stato difficile recuperare. Poi il livello era molto alto, sono felice di aver ritrovato la continuità al Milan e al Psv, sono state tappe positive”.

Che rapporto aveva con Mourinho?
“Buono. Mi convinse a raggiungerlo al Chelsea, è una persona molto intelligente che adora fare giochi mentali”.

Ad esempio?
“Ricordo un episodio prima della semifinale di Champions con l’Atletico Madrid nel 2014. Cech aveva un problema alla spalla ma nei quindici minuti di allenamento aperto ai giornalisti, lo fece scaldare regolarmente col resto della squadra. Il giorno dopo tutti avevano i titoli sul recupero incredibile del portiere”.

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Oggi siete rimasti in contatto?
“No, ma la sua Roma è una delle squadre che seguo, oltre al Milan per il mio passato e all’Inter perché ci sono diversi giocatori che conosco”.

Tra il 2018 e il 2020 non ha praticamente mai giocato. Quanto è difficile per un atleta fronteggiare una situazione così?
“È molto dura, specialmente sul piano psicologico. Anche perché poi la sfortuna si è accanita su di me: dopo un intervento, ebbi anche un’infezione”.

Al Chelsea in quel periodo ha avuto Sarri e Lampard come allenatori.
“Purtroppo non li ho potuti vivere appieno, non ho avuto molte opportunità di lavorare con i compagni. Sarri è gentile, un bel tipo, anche se fumava sempre! Si interessava alle mie condizioni, mi chiedeva come stesse procedendo il recupero e mi augurava buona fortuna. Anche con Lampard mi sono trovato bene, poi avendo giocato in un ruolo simile al mio mi ha aiutato molto sugli aspetti di campo”.

Come ha vissuto a Milano?
“Sono stato molto sereno, mi sono divertito. La vita è molto diversa, ci sono tanti bei ristoranti e il clima è migliore. Il Milan è stata una bella esperienza, sono felice di aver vestito questa maglia”.

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Ci racconta la trattativa?
“Ho parlato a lungo con Galliani, che mi ha spiegato la situazione. Era presente quando ho firmato il contratto. Anche Fernando Torres ha spinto per il trasferimento”.

Purtroppo è stata una delle pagine meno soddisfacenti della storia recente del club.
“È vero, non avevamo un Messi ma c’erano molti buoni giocatori. Menez aveva degli spunti impressionanti, il talento di Donnarumma era evidente già allora. Il più divertente era senz’altro Rami, faceva molti scherzi ai compagni”.

Con chi ha legato di più in quel periodo?
“Sono stato a lungo con De Jong e Torres, ma anche con Suso che mi ha aiutato perché sapeva parlare bene in inglese, Bonaventura invece mi ha insegnato un po’ d’italiano. Verso fine stagione arrivai anche a capirlo piuttosto bene”.

In panchina c’era Filippo Inzaghi.
“Ricordo ancora il primo incontro, fu esilarante perché mi parlò in italiano e io dopo un po’ dovetti fermarlo perché non stavo capendo nulla. Ridemmo molto”.

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Il presidente invece era Berlusconi, c’è qualcosa che l’ha colpita?
“La prima volta arrivò a Milanello con tanta di quella sicurezza che non avevo capito fosse lui. Si stavano organizzando per l’atterraggio dell’elicottero. È una persona affascinante, carismatica, divertente. È stato anche molto onesto con me”.

Ha segnato a San Siro contro Totti: non capita tutti i giorni.
“È stata un’emozione incredibile, superammo la Roma 2-1. Ma anche i derby erano impressionanti, i tifosi nei giorni precedenti ci fermavano in strada per caricarci”.

Il Milan può vincere di nuovo lo scudetto?
“Sì, ma attenzione al Napoli: è una squadra altrettanto forte e l’Ajax ne sa qualcosa”.

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Marco Van Ginkel

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