Milan, Cassano: “Allegri il simbolo del fallimento, Maldini è l’unico che può cambiare”

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Antonio Cassano ha rilasciato un’intervista a Il Corriere della Sera per parlare di Milan, Inter e anche di Paolo Maldini

Dopo la sconfitta dell’Atalanta per 1-6 in casa contro il Bayern Monaco, salvo cose straordinarie, l’Italia si troverà ad avere 0 squadre nei quarti di finale di Champions League. A tal proposito, sulla situazione del calcio italiano e sui problemi che lo affliggono, Antonio Cassano ha rilasciato un’intervista a Il Corriere della Sera. Di seguito le sue parole su Allegri e il Milan, e anche una suggestione riguardo Maldini.

Le parole di Antonio Cassano

Come affermato anche nell’ultimo episodio di Viva el Futbol, Cassano non ha gradito il derby, e questa volta senza puntare il dito contro Allegri. L’ex rossonero spiega infatti anche al quotidiano: “Modric è uno dei più grandi della storia, ma la partita è stata bruttissima. Senza ritmo, senza qualità, lo dico da anni anche se in malo modo”.

Poi è arrivata anche la frecciatina all’allenatore rossonero: “In Italia continuiamo ad andargli dietro. Ha meritato di vincere il derby, ma il problema è di tipo filosofico: difenderci bene sperando che davanti succeda qualcosa. Una cosa passata da quindici anni”. Cassano non si è mai tirato indietro nel criticare Simone Inzaghi, e infatti, riguardo i suoi gusti ammette: “A me piacciono Guardiola, Bielsa e De Zerbi, ora c’è anche Iraola. Per me il calcio è diverso da quello che fanno Allegri o Inzaghi, che oltretutto ha vinto un solo scudetto in 4 anni con la squadra migliore”.

E infine, per risollevare il calcio italiano, ha espresso una suggestione: “C’è una sola persona che può cambiare le cose da presidente federale, ed è Paolo Maldini. Non è un mio amico e non ci parlo, ma ha status, ha studiato e sa di cosa parla, senza avere padroni”. Per Cassano la crisi del calcio italiano è infatti ormai profonda, quasi irreversibile, e il fantasista esprime anche forti dubbi riguardo la qualificazione ai Mondiali: “Gattuso tirerà fuori l’anima e abbiamo un campione, il portiere. Sono questi i motivi di ottimismo. Mi spaventa la seconda partita eventualmente in Galles: abbiamo la personalità e il ritmo per stargli dietro? Ne dubito”. 

 

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