Milan, Cardinale: “Non sono il nuovo Berlusconi. Quello che ho affrontato in Italia non mi era mai successo”

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Il proprietario del Milan, Gerry Cardinale, ha rilasciato un’intervista al Financial Times in cui ha parlato dei suoi primi anni in rossonero

Le parole di Gerry Cardinale, proprietario del Milan, rilasciate al Financial Times in cui si sfoga spiegando come i primi tempi in Italia siano stati pieni di critiche e pregiudizi.

Le parole di Cardinale

“Quello che ho dovuto affrontare negli ultimi tre anni in Italia è qualcosa che non avevo mai vissuto prima. Non riesco nemmeno ad arrivare alla prima base qui senza che mi venga chiesto: possiedo davvero la squadra oppure è di Elliott? È la cosa più ridicola del mondo”. Cardinale ha aggiunto poi sulla differenza di trattamento tra Italia e Stati Uniti:Negli Stati Uniti potrei fare lo stadio nel sonno. Qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali”.

Continuando sul tema stadio, aggiunge: “Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno”. E come buon americano che si rispetti, il proprietario del Milan non vuole fermarsi solamente alla costruzione dello stadio per la propria società, la sua idea più vasta riguarda infatti un miglioramento di tutto l’impianto del calcio italiano: “Mi piacerebbe arrivare al punto in cui, se avrò costruito abbastanza credibilità, potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia”.

Ritornando alle critiche e alla diffidenza ricevuta sin dall’inizio del suo arrivo nel territorio italiano: È frustrante. Perché quello che vorrei è il beneficio del dubbio: che la gente creda che sono affidabile, che tengo a questo club, a questa città e a questo Paese e che sono un buon custode. Quello che ho imparato in tre anni è che devo dimostrarlo”. Cardinale aggiunge poi sulle aspettative che i tifosi hanno riposto in lui:Tutti mi guardano e danno per scontato che io sia il presidente, il nuovo Berlusconi. L’ultima cosa che farò è venire qui solo perché sono un uomo ricco e voglio fare il tifoso“.

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