Milan, Bianchin: “Cardinale, dubbi sulla riorganizzazione” E Hollywood chiama

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il giornalista Luca Bianchin ha parlato del futuro prossimo del Milan (e non solo), con Gerry Cardinale chiamato ad alcune importanti decisioni

Ad aprile, a Milano, non ci si annoia“: sono queste le parole di Luca Bianchin, giornalista della Gazzetta dello Sport, sui diversi aspetti da definire in casa Milan. “Calciomercato, organizzazione della società, allenatore, stadio, Europa League“: in un focus sull’edizione di oggi del quotidiano, Bianchin si è concentrato sulle tematiche che riguardano Gerry Cardinale, n1 del fondo RedBird proprietario del Milan.

Hollywood chiama

Cardinale, scrive il giornalista, “dovrà fare scelte non semplici in un momento in cui segue da vicino l’affare Paramount e la possibile cessione del Tolosa“. Mentre della seconda abbiamo parlato nelle ultime settimane, la notizia legata alla prima è delle ultime ore. Skydance Media, società di produzione cinematografica di Hollywood, sarebbe infatti in trattativa esclusiva (fonte Bloomberg) con National Amusements per l’acquisizione del 77% delle quote di Paramount (tutte quelle appartenenti alla stessa National Amusements). Poco meno di due anni fa, il fondo di private equity RedBird di Gerry Cardinale, proprietario del Milan, aveva investito in Skydance: ecco perché l’americano sta gestendo da vicino la trattativa. La possibilità che torni comunque a Milano per la sfida tra Milan e Roma, c’è.

Cardinale vuole cambiare il Milan

Per Bianchin, l’altro “grande capitolo” è la riorganizzazione della società: “Cardinale ha aggiunto Zlatan Ibrahimovic alla struttura capeggiata da Giorgio Furlani, con Geoffrey Moncada responsabile delle decisioni sul mercato e Antonio D’Ottavio direttore sportivo“. Al discorso va ad aggiungersi un’altra figura: “l’ipotesi che Damien Comolli, oggi presidente del Tolosa, cominci a occuparsi di Milan come amministratore delegato esiste“, sempre nel caso in cui il club francese venisse effettivamente venduto. Per il giornalista è una riorganizzazione che “non sarebbe semplice: “Comolli e Furlani possono convivere ma con Ibrahimovic, Moncada, D’Ottavio e il possibile ingresso di Kirovski, non sarebbe semplice costruire un organigramma“.

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