Bergomi: “Il Milan ha sottovalutato l’addio di Brahim Diaz”

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

L’addio di Brahim Diaz al Milan è stato più grave di quanto pensassimo? Secondo Bergomi sì, i numeri però dicono il contrario

I tanti addii della passata sessione di calciomercato non hanno risparmiato Brahim Diaz, ex numero 10 del Milan Campione d’Italia. La dirigenza del Milan, com’è noto, ha cercato di riportare il trequartista a Milanello dopo la scadenza del prestito con il Real Madrid, trovando però il muro di Ancelotti, deciso a tenerlo in Spagna. Durante la partita con l’Udinese, però, si è chiaramente visto un buco nella trequarti rossonera – complici gli infortuni di Chukwueze e Pulisic – e la domanda è venuta spontanea: il Milan ha fatto male a lasciar andare via Brahim?

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L’addio sottovalutato di Brahim Diaz al Milan

Ne ha parlato Di Marzio, continua a parlarne anche Beppe Bergomi nella sua analisi del momento negativo del Milan a Sky: “Partiamo da come hanno costruito la squadra. Io cambio la fascia destra per mettere giocatori che mi danno qualcosa di più a livello offensivo. Poi metto più fisicità in mezzo al campo. Ma ha sottovalutato una cosa, il numero 10, l’addio di Brahim Diaz, che al Milan faceva comodo”. L’addio del numero 10 ha certamente contribuito al cambio di ruolo, con un passaggio dal 4-2-3-1 al 4-3-3, privo del trequartista classico al centro della manovra offensiva. Un’assenza che probabilmente si è sentita nelle ultime partite, in cui il numero di infortunati in attacco è stato davvero importante. Qualche dubbio sul peso generale di Brahim Diaz sulla squadra: l’arrivo di Pulisic, almeno fino alla sosta, sembrava aver dato al Milan una spinta in più, soprattutto in fase negativa, senza troppi rimpianti per interpreti passati in Spagna. Parlando di infortuni, le assenze pesanti sono state altre. Sempre Bergomi: “Loftus-Cheek era partito bene e in quel tipo di centrocampo manca”.

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Un po’ di numeri

Ma come sta andando la nuova esperienza di Brahim Diaz al Real Madrid? Sta proseguendo il buon momento di carriera dimostrato al Milan? L’ex numero dieci rossonero sta trovando molto poco spazio nelle rotazioni di Ancelotti: otto presenze in campionato (principalmente spezzoni), un gol realizzato. Una sola presenza in Champions League. Diaz non sembra essersi particolarmente messo in mostra, finendo chiaramente dietro in gerarchia rispetto ai vari Rodrygo, Bellingham e Vinicius. Per confronto, è giusto riportare anche i numeri di Brahim Diaz al Milan: un totale di 124 partite giocate, condite con 18 reti realizzate e uno Scudetto alzato al cielo. Nell’ultima stagione, prendendo in modo costante la titolarità (45 partite giocate), Brahim ha dimostrato di saper disputare prestazioni importanti in contesti di primissimo livello. Su tutti, molti ricorderanno l’ottima prestazione in campionato contro il Napoli (girone di ritorno), la rete decisiva contro il Tottenham a San Siro. Con tutto il rispetto per Bergomi, però, pensare che i problemi del Milan siano riconducibili all’addio di Brahim, appare un po’ riduttivo.

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