Milan-Barcellona 0-1, terza sconfitta negli USA: top e flop del match

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Altra sconfitta per il Milan, il Barcellona (più avanti nella preparazione) vince 1-0 a Las Vegas: chi sale e chi scende dopo l’ultima amichevole della tournée estiva?

Tre partite, tre sconfitte: il Milan di Stefano Pioli cade anche contro il Barcellona nella notte di Las Vegas. Dopo le sconfitte con Real Madrid e Juventus, i rossoneri non vincono neanche coi blaugrana e per la prima volta in questa tournée americana non riescono a trovare la via del gol. Nonostante qualche segnale positivo da parte del Milan, il Barcellona vince grazie ad una perla del suo numero 10, l’erede di Messi: Ansu Fati. Il racconto e i top e flop del match.

Primo tempo

Il Milan parte male, schiacciato da un Barcellona che sembra andare al triplo del ritmo. Dopo più di 10 minuti senza praticamente mai toccare il pallone, Kounde calcia da fuori e colpisce il palo, e sulla ribattuta di Araujo a compiere un salvataggio incredibile a Maignan battuto è Fikayo Tomori. Dopo un quarto d’ora, il Milan si sveglia e comincia a giocare nella notte di Las Vegas. Al minuto 17 Reijnders va vicino al gol, imbucato da Loftus-Cheek sul centro sinistra: para Inaki Pena.

Cresce il Milan, scende il Barcellona, che da qui a fine primo tempo vivrà di fiammate. I rossoneri provano a giocare e vanno ancora vicini al gol: al minuto 24 con un tiro-cross ancora una volta di Tijjani Reijnders, al minuto 43 con un break fulminante di Rafael Leao sulla sinistra bloccato ancora una volta dal portiere Inaki Pena.

Secondo tempo

Tantissimi cambi all’intervallo per il Barcellona, che rivoluziona la squadra, mentre come contro la Juventus Stefano Pioli decide di non sostituire nessuno tra primo e secondo tempo nel Milan. Il vantaggio nella preparazione si fa sentire soprattutto nel secondo tempo: il Barcellona inizierà coi match ufficiali una settimana prima dei rossoneri. Nonostante ciò, il Milan parte bene nel secondo tempo con Leao che dopo 5 minuti va vicinissimo al gol con un destro a giro da fuori. Al minuto 55 passa però il Barcellona: il destro a giro di Ansu Fati è molto più preciso di quello di Rafa e si insacca dietro Maignan, golazo.

Il ritmo della partita si abbassa nei minuti successivi: entrano Kalulu per Florenzi (64), Romero, Pobega, Kjaer e Colombo per Pulisic, Krunic, Thiaw e Giroud (72). Il Barcellona segna in fuorigioco con Araujo, il Milan spreca un’occasione clamorosa con Reijnders: è il 75esimo quando l’olandese dopo aver recuperato palla e dato il via all’azione sbaglia l’impatto col pallone a pochissimi metri dalla porta. A chiudere davanti è il Milan: al 92 esimo né Colombo né Romero riescono a trovare la via del gol dentro l’area di rigore. Milan-Barcellona finisce 0-1 per i Blaugrana grazie ad un gol magnifico del 10 spagnolo.

Top e flop

Quali segnali e spunti arrivano dopo la terza sconfitta su tre nel trittico di amichevoli a stelle e strisce? Cominciamo con i top. Dopo minuti per i portieri di riserva, oggi abbiamo visto Mike Maignan: attento nelle uscite e negli interventi, impeccabile come al solito nella gestione della difesa e nelle giocate con i piedi. In crescita anche Ruben Loftus-Cheek, sempre più in palla nei movimenti coordinati e sempre più preciso nelle giocate: è già una pedina importantissima a livello tattico nel nuovo centrocampo di Stefano Pioli.

Conferme da parte di Tijjani Reijnders: nonostante il gol divorato nel secondo tempo, l’olandese sbaglia poco e crea tanto, dando una mano anche in fase difensiva e scendendo a fare il play negli ultimi 20 minuti dopo l’uscita di Rade Krunic. Sprazzi del vero Rafael Leao nella notte di Los Angeles: sulla fascia si accende ad intermittenza ma quando lo fa, il Milan va in porta. E chiude il match con la fascia da capitano dopo l’uscita di Theo Hernandez.

Non una partita positiva per Alessandro Florenzi: nonostante a sua discolpa i compiti richiesti erano tanti e diversi dal solito (non spingere particolarmente, accentrarsi per costruire a due insieme a Krunic in fase di primo possesso), l’ex Roma è spesso superato facilmente dagli avversari come nell’occasione del gol di Ansu Fati. Non convince a pieno ancora una volta Rade Krunic, al centro di voci che lo vedono già con la maglietta del Fenerbahce. Il ruolo da vertice basso, da centrale del centrocampo a 3, forse non è il suo. Spento, fisicamente indietro e poco servito dai compagni anche Olivier Giroud, una sorta di fantasma nell’attacco del Milan sconfitto dal Barcellona.

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