Milan-Atalanta, Pellegatti: “Provo rabbia e delusione. Sul rigore penso questo” (ESCLUSIVA)

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Tra Atalanta, Lazio, rinnovi e calciomercato: un tuffo nel mondo Milan con le parole, in esclusiva, di Carlo Pellegatti

Carlo Pellegatti è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radio Rossonera nel corso dell’appuntamento con Filo Rossonero. Il giornalista ha detto la sua ai nostri microfoni su diversi temi del mondo Milan, partendo dal pareggio contro l’Atalanta e arrivando alla prossima sfida dei rossoneri, la trasferta romana contro la Lazio.

Il pensiero di Carlo Pellegatti

Su Milan-Atalanta: “Era tanto tempo che cercavamo una prestazione così. È stato uno dei migliori primi tempi, e in generale una delle partite più belle del Milan. Il mio stato d’animo era di rabbia, delusione. Ma non una rabbia cattiva come contro il Monza. Io sono fatto così, quando gioco bene voglio vincere. Infatti, sull’episodio discusso del rigore, non mi sono incattivito più di tanto. Ho rivisto il mio Milan, se mi continua a giocare così mi permette di sognare un bel finale di campionato. Abbiamo pareggiato, è vero, ma giocando così si vince. Io punto molto sull’Europa League. Spero anche in un buon finale di campionato, ma finire secondi o terzi per me cambia poco. Baratterei tutta la vita il terzo posto con un’Europa League da protagonista”.

Cosa serve al Milan per giocare sempre così? “Non lo so. Noi giochiamo sottoritmo con il Napoli e vinciamo. Anche nel primo tempo con il Rennes la palla viaggiava piano. Stesso discorso, con però la beffa, contro il Monza. Non ho parlato della gara di ritorno con il Rennes perchè credo sia una sciocchezza quella che tutti dicono del cattivo approccio. Il Milan ha iniziato come contro l’Atalanta. Leao, però, ha sbagliato un gol più facile di quello di domenica. Ma comunque la velocità della palla anche a Rennes non è stata quella di domenica. Quindi devo confermare che io non lo so, ma credo che non lo sappia nemmeno Pioli. La gara di domenica, alla fine, è stata preparata in un giorno e mezzo. Per di più era la quinta in 15 giorni, quindi avrebbero dovuto essere più stanchi in teoria, invece andavano più forte”.

Su Lazio-Milan, ti aspetti delle rotazioni? “Non lo so. In questo momento ho diversi dubbi. Partiamo dalle certezze: Maignan, Theo e Gabbia. Gabbia, secondo me, se gioca ancora due o tre partite così, va in Nazionale. Si sta Nestizzando. E dirò una cosa ancora più forte, Adli si è Modricizzato. Dietro lascio il dubbio Kjaer/Thiaw. Per me nessuno di loro giocherà entrambe le partite (Lazio e Slavia Praga), sarebbe anche poco giusto adesso levare Kjaer. Sinceramente non so bene lo Slavia come giochi, quindi non ho idea di chi possa esserci dei due. Penso a un Calabria con la Lazio, per far riposare Florenzi. Per lo Slavia, invece, prevedo un bel ballottaggio tra i due”.

“A centrocampo è difficile. Reijnders, ne sono convinto io ma non ho prove, secondo me sta facendo una preparazione, degli allenamenti personalizzati. Dopo aver tirato la carretta per mesi, per me l’hanno messo da parte per rimetterlo in condizione, quindi non so quando verrà schierato. Adli e Bennacer hanno giocato bene con l’Atalanta, credo potrebbero essere confermati, con Loftus-Cheek. Ma a priori vogliamo escludere un Adli/Reijnders con Bennacer un po’ più avanzato? Anche se secondo me a Loftus-Cheek Pioli non rinuncia. Il vero turnover sarà Milan-Empoli e il ritorno a Praga. In base alle prossime due partite credo ci sarà del turnover. Non credo però che vedremo Okafor e Chukwueze dal primo minuto. Forse con l’Empoli uno dei due, ma tutti e tre non li metterà più probabilmente. Anche perchè non stanno rispondendo. Anche Okafor l’altro giorno non è entrato bene”.

Sui rinnovi di Theo Hernandez e Maignan: “Non è una domanda malevola, è cattiva per me. A me piace sempre dare delle risposte alle domande che mi fate. Però sinceramente non so bene cosa dire. Sappiamo che da Casa Milan in generale non trapela nulla. Un’altra cessione di un big in estate (come per Tonali lo scorso anno)? Non è solo la paura dei tifosi, è anche la mia. Se mi dicessero che vendono Leao o Theo Hernandez a 120 milioni so che il primo pensiero di qualcuno potrebbe essere sui giocatori da prendere con quei soldi. Questa è una reazione che ci sta, io però non riesco ad averla. Per me il dispiacere di vendere die giocatori così unici supera la speranza di prenderne due bravi, anche se sommati andrebbero a rafforzare di più la squadra rispetto al giocatore ceduto. Veder andar via i nostri campioni è un dispiacere. Il tempo lenisce tutti, ma il pensiero della cessione di un big mi disturba. Ma non so nulla, da Casa Milan non trapela mai niente. Dò un consiglio a chi ci sta ascoltando: dato che non dobbiamo gratuitamente stare male e non possiamo, oltretutto, fare nulla, godiamoci le partite e speriamo di goderci un bel Milan e delle belle vittorie. Perchè dobbiamo farci del male se non ci possiamo fare niente? Non pensiamoci, ci penseremo dal 26 maggio”.

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