il 11/01/2024 alle 17:17

Milan-Atalanta, Calvarese in ESCLUSIVA: “Caos VAR, un episodio opposto agli altri due”

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Le parole di Calvarese a Radio Rossonera dopo Milan-Atalanta: il Var (e di Bello) ancora una volta rimandati

Il Var, o il suo utilizzo, continua a far parlare negativamente di sé. Questa volta è toccato a noi, in Milan-Atalanta, ma non solo in occasione del generoso rigore concesso per “fallo” di Jimenez. Sul tema arbitrale, in particolare e in generale, siamo tornati in compagnia di Gianpaolo Calvarese, per la prima volta ai microfoni di Radio Rossonera, durante il Talk.

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Milan-Atalanta, tre grandi episodi da commentare. Iniziamo dalle proteste di Gasperini?

“Due grandi episodi, secondo me. Il primo, guardando la partita, ho avuto l’impressione che De Roon avesse preso il tempo a Reijnders, che per altro è molto veloce. Reijnders si rende conto di questo e lo carica alle spalle, o meglio, sulla schiena. Non è uno scontro spalla-spalla, che sarebbe regolare nel momento in cui entrambi i giocatori lottano per la palla. Senza quella spinta, secondo me, De Roon sarebbe arrivato sul pallone. Non è un episodio enorme, la cosa più facile sarebbe stata assegnare il calcio di rigore”.

Passiamo al rigore concesso all’Atalanta…

“Sul secondo mi è sembrato che Di Bello si sia portato dietro il primo. Live penso che tutti, dico anche i calciatori dell’Atalanta, che indicano chiaramente il calcio d’angolo, abbiano pensato che non fosse rigore. Il giocatore dell’Atalanta affronta Jimenez, che arriva prima sul pallone. Un po’ come accade mille volte ai portieri: quando arrivano prima sul pallone e poi travolgono l’avversario non è fallo. Jimenez prende nettamente prima la palla, e poi tocca l’avversario. Secondo me la lettura è molto semplice, si vede che la palla viene spostata”.

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Nel finale, il Milan chiede un calcio di rigore per fallo di mano di Holm

“L’episodio finale è l’opposto degli altri due, in cui l’arbitro ha fatto l’opposto della cosa giusta. Episodio difficile e grigio, abbiamo visto che i falli di mano sono una tipologia difficile da giudicare. Il tocco di mano di Holm non è così scostato dal corpo e, al di là del fermo immagine (che ci dice tanto ma non tutto), andiamo a vedere la dinamica. Il calciatore dell’Atalanta sta ritraendo il braccio, non mi sembra quindi punibile. Un altro elemento, la sagoma: il braccio è dentro la sagoma, un po’ come quando i calciatori si proteggono in barriera durante i calci di punizione. Il pallone sarebbe quindi andato nella sagoma, senza il braccio. Credo che in questo caso la decisione migliore, seppur difficile, sia quella dell’arbitro. Vi dico però che, se l’arbitro avesse fischiato, il Var non sarebbe intervenuto”.

Come giudichi l’utilizzo del Var in questa stagione?

“Non sufficiente, quello che ti aspetti, in episodi simili, sono risultati uguali. Una cosa difficile, dal momento che c’è sempre della soggettività. Questa difformità non dà dei punti di riferimento agli addetti ai lavori. La soluzione? Bisogna lavorare tecnicamente, e tanto, ultimamente ho visto degli errori molto facili da evitare. Io ho lavorato con Collina e Rizzoli, persone che hanno fatto finali dei Mondiali, e si lavorava tanto sulla tecnica”.

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