Longari: “Milan, via i preconcetti. La realtà su Antonio Conte è un’altra”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Gianluigi Longari spiega perché è sbagliato pensare che Antonio Conte non sarà il prossimo allenatore del Milan per richieste e acquisti

Tra Antonio Conte, Sergio Conceicao, Paulo Fonseca e tutti gli altri nomi emersi la domanda che tutti i tifosi rossoneri si stanno ponendo da diverse settimane a questa parte va in un unico senso: chi sarà il prossimo allenatore del Milan? In un editoriale sul portale web dell’emittente Sportitalia, l’esperto giornalista di calciomercato Gianluigi Longari ha continuato il discorso iniziato in esclusiva ai nostri microfoni qualche giorno fa. Il prossimo allenatore del Milan potrà essere Antonio Conte? Longari entra nel dettaglio e fa un punto molto chiaro della situazione.

Via i “preconcetti”

Per il giornalista, quanto si parla dell’allenatore salentino e della possibilità di vederlo sulla panchina rossonera “è opportuno sgomberare il campo da ogni possibile preconcetto“. Il riferimento è alle richieste di Antonio Conte, sia dal punto di vista dell’ingaggio che da quelle del calciomercato: “Quando si pensa al salentino è immediato districarsi nell’equazione che includa ingaggio faraonico e campagna acquisti molto onerosa“. Secondo Longari, però, la realtà è un’altra e va verso “un’apertura da parte dello stesso Conte nello sposare un progetto che possa avere durata pluriennale, che sia mirato alla costruzione e non all’ossessione della vittoria sin da subito“.

L’unico paletto che l’ex allenatore di Inter e Juventus avrebbe intenzione di mettere riguarda la comunicazione e il rapporto tra essa e gli obiettivi della possibile futura squadra: la richiesta sarebbe nel caso quella di “una chiarezza comunicativa che eviti di identificare il tecnico come l’uomo della provvidenza e del successo ad ogni costo e nell’immediato, ma che piuttosto lo veda come fondamentale tassello di un mosaico ben più strutturato“.

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