Milan, Ancelotti su Leao: “Grande talento… da picchiare” Poi va su Brahim

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Carlo Ancelotti ha parlato di Milan, di Rafael Leao e di Brahim Diaz nella settimana della finale di Champions League a Wembley

Sabato sera, l’ex allenatore del Milan Carlo Ancelotti si giocherà la 5a Champions League della sua carriera: intervistato da Repubblica, Ancelotti ha parlato di Rafael Leao e Brahim Diaz.

Ancelotti e il Milan, tra Leao e Brahim Diaz

Ai microfoni del quotidiano, Carlo Ancelotti ha dichiarato di seguire da lontano il Milancon affetto“. Poi ha parlato di Brahim Diaz e Rafael Leao. Mentre il primo “è tornato straordinario” dal prestito in rossonero, Rafael Leao èun grande talento“… “da picchiare, a volte“. “Se fosse con me“, chiude Ancelotti, “lo picchierei tutti i giorni“. Fuor di metafora, il tecnico del Real Madrid ha fatto capire che per il 10 del Milan, il salto di qualità non è ancora arrivato.

I difetti del calcio italiano

L’ex allenatore rossonero si concentra poi sui problemi del calcio italiano. Il primo che sottolinea è tra ambiente e stadi: “Quello che manca, per me, è negli stadi. E nell’ambiente. Insomma, c’è abbastanza da svecchiare“. Sulla questione tecnica, invece, Ancelotti “non vede fuoriclasse, a parte Donnarumma in porta. Sto parlando di una generazione simile a quella di Pirlo, Totti, Del Piero“. La chiosa è su un “solito” difetto invece più burocratico: “Davide, che lavora con me da quando aveva 23 anni e adesso ne ha 34, per potere prendere il patentino Uefa ha dovuto frequentare il corso in Galles, non aveva i requisiti in Italia“.

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