Milan

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23 punti su 45 disponibili nei match in casa.

40 punti su 45 disponibili nei match in trasferta.

Molti hanno cercato di comprenderne i motivi, tentando di individuare un movente psicologico, tecnico, tattico, casuale.

Ebbene, dopo aver studiato una serie di dati, proviamo a spiegarvi i motivi della differenza sostanziale di rendimento del Milan tra San Siro e il resto degli stadi italiani.

IL RENDIMENTO IN CASA

15 punti nelle prime 7 partite alla Scala del calcio in questa stagione di Serie A per il Milan.

8 in 8 partite da inizio 2021 invece, con una media di 1 punto a partita al Meazza.

La squadra di mister Pioli ha avuto un notevole decremento nella patrimonializzazione dei punti, passando da una media da Champions League tra le mura amiche ad una media da retrocessione, suscitando così preoccupazione nei tifosi del Diavolo.

L’analisi di un cluster di dati, estratto partita per partita, ha denotato innanzitutto un’evidente modifica nell’approccio offensivo: si sono impennate le percentuali di tentativi da fuori area, raggiungendo spesso numeri pari a quelli dei tiri effettuati dall’interno dell’area di rigore.

Questo dato testimonia una minore capacità di penetrazione nei 16 metri finali rispetto alla prima parte di questa Serie A, evidenziato altresì dalla minore efficienza realizzativa.

Confronto Milan casa trasferta

9 reti da inizio anno solare per il Milan nel proprio stadio, di cui quasi metà realizzate solamente contro il Crotone: questo porta a 5 reti nelle restanti 7 gare, un dato tale da mettersi le mani nei capelli e far scattare l’allarme forte e squillante.

I milanisti contano 11 marcature subite nelle gare indicate, sommate alle 9 delle prime 7.

Questo significa che il totale dei goal casalinghi incassati nel 2020/21 segna 20 in 15.

Più di una volta in ogni incontro gli avversari esultano nella casa dei rossoneri.

Numeri molto alti per un team che intende ambire alle primissime posizioni.

Ma se nella prima parte di stagione queste reti non costituivano un problema rilevante, perché ora lo sono? Ovviamente a causa della crisi realizzativa in atto tra le proprie mura.

136 tiri tentati nelle prime 7, media di 19.4 tiri a partita.

120 nelle seguenti 8, media di 15 tiri a partita.

A questi dati va aggiunto il già citato incremento dei tentativi da fuori area (ma mai a buon fine), a testimoniare la compensazione della minor capacità di precisione e costruzione per giungere negli ultimi metri, attraverso un’impennata di calci dalla media-lunga distanza.

Meno lucidità, meno soluzioni.

La partite degli ultimi mesi che hanno visto la maggior proiezione offensiva degli uomini di mister Pioli sono state quelle contro Juventus, Inter e Udinese, a testimoniare che non è stato il blasone a determinare la differenza di occupazione della metà campo avversario, bensì lo spirito, le idee e la determinazione nel lottare e recuperare risultati.

Si è inoltre cambiato anche il piano d’azione in fase di possesso, dal momento che sono notevolmente aumentati i tentativi di attacco dalla fascia destra. Precedentemente era meno utilizzata rispetto a quella centrale e sinistra ed ora è costantemente maggiore o uguale, così come sono aumentati i tentativi di dribbling, a denotare un maggior affidamento sul sistema dell’1 vs 1 onde ovviare ad eventuali difficoltà in costruzione.

Gol Casa

San Siro è vuoto, certo, ma alcune squadre avversarie mutano il proprio atteggiamento in funzione del giocare in casa o in trasferta.

A questo si aggiunge un cambiamento di paradigma rispetto ad ottobre, dove la società di Via Aldo Rossi partiva a fari spenti e si è poi trovata in una posizione di classifica inaspettata. Da qui un conseguente mutamento comportamentale sia degli ospiti che, di conseguenza, del modo di giocare proprio, correlativamente all’avversario e i cambiamenti di formazione a cui infortuni ed altre componenti hanno contribuito.

La componente psicologica è da valutare, ma i numeri parlano principalmente di una trasformazione strutturale e fisiologica, unitamente ad un nervosismo ed un’attitudine che attestano la crisi: dall’avere più falli subiti che fatti, si è passati ad avere costantemente più falli commessi dai rossoneri rispetto alla squadra ospite.

IL RENDIMENTO IN TRASFERTA

Il Milan, quando lontano dalle mura amiche, è stato fino ad ora una macchina da guerra.

40 punti su 45, soltanto la Caporetto di La Spezia e l’opaca prestazione di Genova hanno impedito ai milanesi di fare percorso netto in questo campionato, primi in questa classifica.

Una sola vittoria dal superamento del record interno di vittorie lontano dal Meazza in una singola annata, media di più di 2 reti a partita.

Il possesso palla è talvolta inferiore a quello della squadra ospitante (7 casi su 15), il numero di clean sheets è il medesimo rispetto a quelli prodotti a San Siro (4), la percentuale media di passaggi riusciti è addirittura costantemente inferiore.

L’occupazione però, quando si è in dotazione della sfera, è del solo 26% di media presso la metà campo avversaria, contro il 32% medio imposto quando si è ospitanti.

Questo dimostra come il 4-2-3-1 di Pioli riesca a liberare meglio le proprie doti in presenza di una squadra volenterosa di giocare e fare la propria partita.

In condizioni differenti, in cui gli undici avversari adottano (in casa) un atteggiamento più “difensivista”, trovano varie difficoltà nel penetrare efficacemente le difese avversarie, unitamente al fatto che a volte ci sono degli errori nella fase di finalizzazione nelle occasioni concesse.

Mentre nell’ultimo periodo il Milan ha attaccato maggiormente dalla fascia destra nelle partite casalinghe, in trasferta è la fascia sinistra quella prediletta dai giocatori per sviluppare le proprie scorribande offensive.

Soltanto due volte il Diavolo ha tentato di marcare con tiri dalla distanza: la sciagurata notte ligure, con 0 tiri in porta e il 57% dei tentativi totali effettuato da fuori area, e la penultima trasferta, quella di Firenze, con il 62% di soluzioni tentate dalla distanza.

Territorio nemico dove però Calabria, Leao e Krunic hanno trovato la rete dal di fuori dei 16 metri, cosa che invece si è realizzata 0 volte nelle dispute a Milano.

L’andamento è più costante rispetto a quello analizzato nel cluster precedente, così come il numero di tiri e la capacità di finalizzare, con 31 reti su 70 tiri in porta, un rapporto di quasi 1 goal ogni 2 tentativi.

Milan Trasferta

I rossoneri sono stati finora dei cecchini in trasferta, anche se ad attenderli da qui a fine campionato ci saranno gare molto difficili che potrebbero minare questi dati: Lazio, Juventus, Torino e Atalanta sono le sfide che il calendario ha posto di fronte alla squadra.

Test fondamentali che ribaltano lo scenario rispetto a quello proposto dall’andamento effettivo, ponendo i match in casa come più “appetibili” per la corsa Champions rispetto a quelli in cui saranno ospiti i meneghini, ma imponendo il passaggio attraverso risultati positivi in quelle gare fuori sede per poter centrare l’obiettivo.

photocredits acmilan.com

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