Milan, Adani “saluta” Pioli: “Non c’è futuro” Poi aggiunge due cose

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Anche Daniele Adani si allinea: il futuro di Stefano Pioli, per l’opinionista, è sempre più lontano dalla panchina del Milan

Nell’altalena di risultati e di emozioni della stagione 2023/2024 rossonera, il futuro di Stefano Pioli sembra sempre più lontano dal Milan. Dopo l’uscita dalla Champions League ai gironi, dalla Coppa Italia ai quarti di finale e la grande distanza dal primo posto in Serie A, l’unico obiettivo rimasto è l’Europa League, troppo poco rispetto a quanto dirigenza e tifosi si aspettavano all’inizio della stagione. Nonostante abbia difeso l’operato nell’intero dell’allenatore di Parma, Daniele Adani ha ribadito che, per quanto lo riguarda, il ciclo di Stefano Pioli sulla panchina del Milan è finito.

Per Pioli al Milan “non c’è futuro”

Nel post partita di Monza-Milan 4-2, in diretta alla Domenica Sportiva sulle frequenze Rai, Daniele Adani ha ribadito quanto già dichiarato nelle ultime settimane: nonostante la ripresa nel 2024, per l’opinionista ed ex calciatore il futuro dell’allenatore Campione d’Italia 2021/2022 sarà lontano da Milanello. Queste le parole di Adani:

“Il destino di Pioli, dal mio punto di vista, viene totalmente riconfermato con questo risultato negativo: per me non sarà sulla panchina del Milan l’anno prossimo. Dal mio punto di vista non c’è futuro, la verità è questa: il ciclo si è esaurito”.

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Nel continuare il discorso, però, Adani ci tiene a ribadire quanto sia stato positivo il percorso di Stefano Pioli sulla panchina del Milan:

“Pioli è un allenatore che non ha fatto bene, ma benissimo. Per me non è né un equilibratore né un gestore, ma un grande allenatore da campo. Ha fatto molto di più di quello che secondo me doveva fare il Milan, ottenendo risultati sportivi e valorizzando il capitale, il massimo che poteva fare il quinquennio. Ma se è finito il ciclo, va ammesso.”

Pioli e Inzaghi, ragionamenti diversi

Ai microfoni di Radio Deejay, Adani ha commentato invece le diverse scelte nel weekend di Serie A tra Milan e Inter: il turnover di Pioli contro il Monza e l’11 titolare di Simone Inzaghi contro la Salernitana. Il ragionamento, per l’opinionista, è stato differente:

“Pioli col Monza ha cercato di recuperare inserendo i titolari, ma a Frosinone e a Udine ha recuperato inserendo le riserve. Il problema col Monza è stato il turnover massiccio: un giocatore che gioca meno rende di più se lo metti tra i titolari, se li metti tutti insieme fanno fatica. Per me Inzaghi ragiona diversamente: sente l’odore del sangue, vuole appropriarsi del campionato… e alla Champions League ci pensa dopo. L’Inter, che ha quasi l’obbligo dello scudetto, prima lo ottiene meglio è”.

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