Mamma Mbappé: “Parlava solo di Milan, lanciava il telecomando…”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Una passione nata (e trasmessa) fin da piccolo: Mbappé ha il Milan nel destino. Lo raccontano la mamma Fayza e la famiglia Riccardi

A distanza di due giorni dall’importantissima sfida di Champions League tra PSG e Milan, La Gazzetta dello Sport è stata a casa della famiglia Mbappé a Bondy, dove la mamma Fayza, insieme alla famiglia Riccardi, ha scelto di raccontare aneddoti curiosi sull’infanzia di Kylian.  Nicola e Beatrice sono tifosissimi rossoneri, e siccome il fuoriclasse parigino ha passato molti pomeriggi della sua infanzia in loro compagnia, dalla famiglia italiana ha ereditato regali e passione. Di seguito, le parole dei tre protagonisti.

Mamma Fayza

Gazzetta riporta le parole della mamma di Kylian:

«Kylian mi ha detto che il Milan fa parte dei suoi progetti, ma a fine carriera. Scherzava purtroppo. Altrimenti – scherza – verrà preso in giro dai nostri amici Riccardi. È figlio di sportivi, ma è stato immerso nel tifo per il Milan fin da subito. Quando tornava a casa parlava solo del Milan. Se il Milan perdeva, poteva lanciare il telecomando contro la tv e dire qualche parolaccia in italiano».

Fayza sorride: «Se ci avessero detto quindici anni fa che sarebbe stato il protagonista di Psg-Milan non ci avremmo mai creduto». Invece, è andata proprio così.

La famiglia Riccardi

Ma la rosea si sofferma principalmente sui racconti dei due italiani, i quali hanno provato in tutti i modi a fargli promettere che nel suo futuro ci saranno i colori rossoneri. Anche Antonio, suo primo tifoso e tra i suoi primi allenatori, spiega come Mbappé abbia ammesso che il Milan rientri nei piani: «Ma era uno scherzo, non voglio illudere i tifosi rossoneri. Nessuno – ammette Antonio – o quasi può permetterselo ormai».

«Ogni tanto – ricorda la signora Riccardi, di origini spagnole – rompevano soprammobili e quadri che nascondevano facendo finta di niente. Con il suo sorriso, Mbappé si faceva perdonare tutto». «È sempre il nostro Kylian», dice con affetto Beatrice che gli cucinava il suo piatto preferito, ossia pasta al burro e prosciutto: «E mai una foglia di insalata». Mbappé ha imparato a tifare Milan pure davanti alla tv: «Gli imponevo – sorride Antonio, che ha persino chiamato il primogenito Milann, con due enne perché si pronunci bene in francese – tutte le partite di campionato. Ricordo quella del 18esimo scudetto, fu grande festa».

Non mancavano le serate di Champions, quando a Mbappé veniva vietato anche solo evocare la Juve. Era il Milan delle stelle: Shevchenko, Kakà, Seedorf, Pirlo, Ronaldinho. «Ma lo prendevo in giro dicendogli che somigliava a Dida», aggiunge Antonio, suo primo allenatore. «A cinque anni era già più forte di me, che ne ho dieci di più. Era bello allenarlo, e segnava quando decideva di vincere. Lui è un vero appassionato di calcio». Alla Playstation però sceglieva sempre il Real Madrid: «La sua squadra del cuore», modera Nicola. La foto più celebre dell’Mbappé rossonero è quella con la maglia 77 di Robinho: «Gliel’abbiamo regalata – ricorda Nicola – perché lo chiamavamo il piccolo Robinho». Interviene Fayza: «La metteva per gli allenamenti e pure a letto. Ma come tante altre: Real Madrid, Francia, Psg, Manchester United per CR7. Amava i grandi attaccanti, ma poteva mettersi pure la maglia di Frei del Rennes».

Domani sera quindi sarà una serata speciale per Mbappé:

«Tiferò Milan – conclude Antonio – e gli ho detto di fare il bravo. Ma se segna sarò contento».

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