Mauro: “Non capisco il Milan, Inter e Juventus insegnano” E Sabatini risponde

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Lorenzo Iadevaia
Classe 1996, appassionato a 360 gradi di calcio, sport con uno spiccato interesse per il campo della comunicazione, dell'informazione e dei media, è cresciuto professionalmente nelle web radio con sede in Toscana tra Prato e Firenze come speaker in programmi radiofonici e rubriche sportive e come web editor di un portale di informazione prima di approdare a Radio Rossonera in qualità di redattore del sito web e ritornare a occuparsi di calcio seguendo le notizie del mondo Milan. L’attenzione allo scenario social e il desiderio di essere sempre informato e aggiornato sono le caratteristiche che lo contraddistinguono.

La discussione si sposta dall’allenatore alla sottolineatura di Mauro sui pochi italiani, poi la risposta di Sabatini

Nella discussione in studio a Pressing sulla modalità di scelta del prossimo allenatore, Massimo Mauro è uscito dal discorso evidenziando un altro aspetto discutibile di come sta procedendo il Milan e riguarda i giocatori acquistati. L’ex giocatore di Napoli e Juventus ha evidenziato la presenza di pochi italiani nel Milan e la continua ricerca di giocatori stranieri a differenza di quanto fatto dalle rivali storiche Juventus e Inter che hanno aperto cicli vincenti con una solida base di calciatori italiani forti. Qui il dibattito in studio.

Milan, botta e risposta Mauro-Sabatini sugli italiani

Massimo Mauro nel programma Pressing a cura di Sport Mediaset ha sottolineato una carenza nel Milan di calciatori italiani. L’opinionista ha fatto il confronto con la Juventus dei 9 Scudetti consecutivi e con l’Inter campione d’Italia di adesso: “Io però più che sull’allenatore, la storia della Juventus e dell’Inter, cioè le società che hanno vinto negli ultimi anni insegnano che se all’interno dello spogliatoio tu non hai una maggioranza importante di giocatori italiani fai una fatica enorme. La Juventus aveva 7 italiani tra i più bravi al mondo in quel periodo, l’Inter in Italia bravi come questi non ce ne sono. Tutti sono titolari in Nazionale. Che cosa aspettano le squadre a fare questo”. A Mauro ha risposto Sandro Sabatini non d’accordo sulla teoria degli italiani in squadra: “Secondo me non è tanto contemporanea questa cosa degli italiani, andava bene 20 anni fa, che ci siano giocatori rappresentativi, autorevoli, d’esperienza, bravi, forti, ok, ma che siano italiani o europei in generale non è fondamentale”

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