Mario Sconcerti a Radio Rossonera: “Pioli è nato tecnico, il Milan sbaglia veramente poco in campo”

Intervista a Mario Sconcerti

Mario Sconcerti – Ospite al Talk di Radio Rossonera, Mario Sconcerti ci ha detto la sua sul miglioramento del Milan negli ultimi due anni, su Pioli e la corsa scudetto.

Sulla prima parte di stagione del Milan e i miglioramenti rispetto allo scorso anno

“Il Milan è migliorato perché è cresciuto. Aveva una squadra giovane e le squadre giovani se sono fatte di buoni giocatori continuano a crescere. È chiaro che ci sono dei giocatori che tra 2 o 3 anni saranno ancora più forti, poi ovviamente arriverà un momento in cui smetteranno di crescere. Giocatori come Calabria, Leao, Bennacer, soprattutto Tonali e lo stesso Kessiè sono giovanissimi, per cui crescerà anche la personalità e il proprio modo di stare in campo. Ad oggi il Milan sbaglia veramente poco quando è in campo”.

Su Stefano Pioli e la sua prima corsa scudetto

“Anche lui è indubbiamente cresciuto, ha iniziato da giovane, ha avuto squadre che non erano complete per vincere, è riuscito a fare bene ma non a vincere. Nel momento in cui si è trovato dentro a una squadra giovane, si è sentito completo anche lui. È riuscito a fare delle scelte di gioco e conduzione che prima non avrebbe fatto. È nato tecnico, come nuovo Scirea, era uno stopper di grande fisico ma di grande intelligenza calcistica, con piedi buoni e quelle caratteristiche poi vengono ritrovate. Non mi sorprende la continuità che ha trovato, era nell’aria”.

Sul Milan dal punto di vista tattico

“È un calcio di tipo internazionale ma questa ricerca forte di profondità attraverso assalti agli avversari con la marcatura a uomo a tutto campo, per cui attaccando continuamente lo spazio, è un gioco che in Italia viene fatto anche da Atalanta, Verona e Fiorentina. Queste squadre, non avendo la qualità di imporre il proprio gioco, devono trovare qualcosa in più sulla parte tattica e atletica. È sempre stato così nel calcio, le grandi squadre non hanno molto tempo di inventare perché devono vincere. Sono le piccole squadre a sperimentare per le grandi perché hanno bisogno di qualcosa in più. Ad esempio il libero è stato inventato dalla Salernitana, poi è stato ripreso dalla Triestina, dal Padova e così via dicendo.

Il Milan è stata una squadra che attraverso i giovani si è potuta permettere tanta umiltà, pur essendo una grande squadra ha capito che doveva cercare una strada diversa per chiudere il gap con la Juventus prima e con l’Inter poi”.

Sull’attuale classifica e la lotta scudetto

“Sono punti importanti quelli del Milan perché ha giocato molti degli scontri diretti mentre il Napoli ne ha giocati solo 2 e con le squadre più lontane dall’alta classifica. Tra la fine di novembre e dicembre il Napoli avrà 4 scontri diretti su 6 partite e avrebbe dovuto secondo me arrivarci con 2 o 3 punti di vantaggio. Se non prendi i punti di Verona, quando il Milan si ferma con l’Inter, sai che probabilmente in futuro ti daranno molto fastidio.

L’Inter attualmente a livello tecnico è alla pari del Napoli ma ha 7 punti in meno. Come squadra è completa, secondo me non ha grandi riserve a centrocampo o in difesa, ha però tanti orpelli in più. Lo scorso anno il Milan rimase le prime 22 partite in testa alla classifica, l’Inter arrivò ad avere 5 punti di distanza e impiegò quelle partite per recuperarli, ora ne ha 7 e due squadre davanti. Che vinca il migliore ma statisticamente non c’è gara, deve crollare quella squadra per rimontarla, 7 punti sono 3 partite per recuperare una squadra ma non sarebbe nemmeno l’unica”.

Leggi QUI l’intervista di Simon Kjaer a BT

photocredits: http://arenacalcio.it

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