Marco Bucciantini a Radio Rossonera: “Pioli tecnico sottovalutato. Il girone di Champions formerà la squadra”

Marco Bucciantini

Marco Bucciantini giornalista di Sky, e non solo, ci ha detto la sua sul Milan, la forza di Pioli e la situazione economica del calcio in Europa durante il Talk di Radio Rossonera

Su Kessié, il rinnovo di contratto e il rapporto con i tifosi

“Io credo che sarà sempre più frequente fare stagioni con giocatori anche importanti, perfino capitani, in questa situazione. Lo scorso anno c’erano quasi la metà dei capitani di Serie A in scadenza o nel biennio della scadenza, coloro che dovrebbero incarnare un valore sentimentale col popolo. Vengono investiti di un ruolo che non è solo quello calcistico ma anche “politico” di una squadra. Bisogna farci l’abitudine, è un calcio sempre di più posto allo squilibrio dei rapporti, e lo sarà sempre di più, finché la legge dell’uomo non interverrà. La legge economica, quella naturale, quella che divora, quella che allarga le differenze, quella per certi versi “amorale” può contrapporsi solo con la legge umana, posta dalla parte dei tifosi e appassionati di calcio.

In questo momento è sempre maggiore il rapporto del gruppo calciatore-procuratore rispetto al gruppo società e tifosi.Il rapporto è sbilanciato da chi prende i soldi nel calcio. Questa è una questione decisiva per lo sviluppo del calcio: se tu vuoi riportare il calcio dentro certi parametri e non arrivare a vivere estati come queste, dove possono far mercato solo due squadre e le altre guardano (evitando discorsi come Super Lega o a renderli inevitabili per altri versi o a puntellarli e ritoccarli in modo più sensato con delle regole) devi mettere mano a questo clamoroso squilibrio totale.

Il Milan l’anno scorso ha fatto la sua stagione con due giocatori in scadenza e senza tifosi allo stadio, ma a Pioli non è mai passato per la testa di rinunciarci e ci sono anche quei due giocatori nel secondo posto del Milan.
Tra questi c’è anche Kessié, un giocatore decisivo, e l’anno scorso insieme a De Paul, Zielinski, Luis Alberto, Milinkovic Savic e Barella è stato tra i migliori del campionato, forse il migliore in assoluto insieme all’argentino.
Questo giocatore è un valore per la competitività del Milan e in questo momento bisogna ragionare su questo argomento. Se ci si dovesse spostare sulla solidità economica, io sarò sempre tifoso di chi si è messo in testa di abbassare i costi ma per farlo bisogna prendere molte fregature.

Non è un mondo dove tutti insieme abbassano i costi, ma dove una società abbassa i costi e un’altra ne approfitta offrendo milioni di Euro all’anno.
È una scelta di vita scegliere da che parte stare, io in questo caso sto con chi abbassa i costi, anche se saranno destinati a perdere i giocatori a zero.”

Su Pioli e le potenzialità del Milan in questa stagione

“Per me il Pioli teorico è sempre stato sottovalutato, siccome si vedeva in lui solo l’uomo aperto al dialogo con il gruppo, di conseguenza anche i suoi risultati.
La Lazio di Lotito è al vertice da tanti anni, con Inzaghi si sono sempre qualificati alle coppe, ma un solo anno è arrivata terza e la allenava Pioli.
La Fiorentina l’ultimo campionato “decente”, all’ottavo posto, l’ha chiuso con Pioli.Lo stesso gruppo l’anno dopo si salva all’ultima giornata e nei due anni successivi fa a grosso modo 46 punti di media.

C’era un Pioli teorico e pratico che, secondo me, superava il racconto che si faceva di lui, quindi per me è stato semplice difenderlo.
Il fatto che fosse un allenatore umano per me è un valore, non una debolezza come direbbero altri.
Il Milan quest’anno ha scoperto i suoi obiettivi arrivando secondo, si è autodenunciato ritenendosi più forti e pronti. Pioli ha detto che è la squadra più forte che abbia mai allenato: una squadra arrivata seconda, sentendosi più forte può sognare solo una cosa.

Nessuno di noi toglierebbe una squadra delle 7 tra le favorite allo scudetto.Le romane si sono rinforzate mettendo gli uomini giusti in panchina e la Roma ha migliorato molto l’attacco. Se il Napoli parte da 77 punti con Spalletti e Osimhen, probabilmente, per tutto il campionato. Il Milan parte da 80 punti e si sente più forte mentre l’Atalanta sarebbe da pazzi toglierla. Juve e Inter sono quelle da mettere per forza quindi sono tutte lì secondo me a competere per il titolo.

Guardando i titolari del Milan ne ho visti due nuovi, Giroud e Tonali, e due dello scorso anno, Diaz e Saelemaekers, che sono migliorati tantissimo, quando sembravano confinati, mi hanno impressionato il loro volume in campo e la personalità.
Diaz sembrava relegato a un lavoretto quando in realtà fa anche un grande lavoro, Saelemaekers dovrebbe fare la fatica ma da questa ne ricava anche qualità.
Il Milan è una squadra che migliora nei titolari quindi perché deve rinunciare a quello che sognano le altre 6 squadre? Con Quali argomenti? Nessuno.

La classifica alla fine la fa chi riesce a vincere le partite controvento. Il Milan in un certo periodo ci è riuscito, sopratutto c’è riuscita l’Inter quando trovò la consapevolezza di non vincere tutte le partite allo stesso modo, cosa che il Milan ha avuto dall’inizio.
Bisogna massimizzare i momenti buoni e resistere nei momenti difficili, queste sono caratteristiche mentali di un gruppo, non solo tecniche e tattiche.
Spesso le caratteristiche mentali però, nel Milan è evidente, derivano anche da quelle tattiche, il Milan è consapevole perché sa che cosa deve fare in campo e lo sanno fare bene tutti.”

Su Milan-Lazio e il tipo di partita che ci si aspetta

“Il Napoli di Sarri per diventarlo ci mise tre partite, la Juventus di Sarri non c’è riuscita in un anno. A Napoli la terza partita fu segnata da un pareggio a Empoli, da lì cambiarono modulo e diventarono la grande squadra che fu.

Io credo che la Lazio sia già avanti, è vero che ha giocato non solo con due squadre di livello diverso, ma con due squadre aperte. Thiago Motta e Andreazzoli sono due allenatori che giocano a tutto campo e quella è la bellezza della nuova Serie A con “piccole” squadre che si sentono grandi, finendo per vedere grandi partite. Questo è l’atteggiamento che l’anno scorso permise allo Spezia di vincere le partite che servivano.

Anche il Milan gioca aperto ma è più organizzato in fase difensiva, intanto c’è questo ostacolo tattico per la Lazio, ma sarà un test anche per i rossoneri. Nei primi 180 minuti il Milan non ha ancora affrontato un attacco come quello laziale, né il Cagliari né la Sampdoria hanno la stessa forza in attacco.
La Lazio ha molti giocatori forti e a cui piace inserirsi tra le linee, sarà dura anche per il Milan e mi aspetto una grande partita.
Sono due squadre che hanno un’idea di calcio, danno protagonismo a tutti i giocatori, si affrontano due allenatori tra i migliori della Serie A. Secondo me questa è una grande sfida scudetto perché sono due squadre a punteggio pieno, stanno bene, sanno dove vogliono arrivare e contro le squadre di Sarri spesso si vedono grandi partite.

A Milano il Napoli di Sarri era dura da rincorrere, andavano da tutte le parti, forse la Lazio non è ancora a quel livello, forse i giocatori non sono a quei livelli ma sarà sicuramente un test per entrambe.”

Sul probabile percorso del Milan in Champions League

“In questo momento le italiane sono distanti dalla Champions, non c’è nulla da fare. Ogni tanto c’è un’avventura dell’Atalanta, una grande avventura della Roma, un triennio in cui la Juventus era forte ma con giocatori molto diversi da quelli di oggi.

La Juve si è allontanata e i campioni d’Italia lo scorso anno sono usciti ai gironi. Non siamo vicini alla Champions, quando saremo più vicini il Milan sarà la stella polare perché la competizione culturalmente in Italia e non solo appartiene al Milan.

Sono contento del girone dei rossoneri perché paradossalmente toglie pressione e crea una squadra. La squadra si può migliorare solo andando a Liverpool, andando a giocare contro l’Atletico che secondo me al momento in Europa è la più forte per il concetto di squadra. Ci sono tanti ragazzi che non conoscono queste partite ma le impareranno.

Quest’anno il Milan deve vivere così questa coppa, come un evento, sei grandi partite che servono per raggiungere qualcosa nella testa e nelle gambe dei giocatori, se poi si passa il girone sarà un’impresa superiore all’attuale valore della squadra.”

Clicca QUI per rivedere la puntata di Radio Rossonera Talk in cui Marco Bucciantini è stato ospite

Leggi QUI i nostri report sulle nazionali

photocredits: sports.sky.it

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Tutti convocati

Radio rossonera live

torna al live

La radio 24/7 dedicata al Milan