Milan, Bucciantini: “I tifosi vanno in debito, il discorso ora è ideologico”

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Lorenzo Iadevaia
Classe 1996, appassionato a 360 gradi di calcio, sport con uno spiccato interesse per il campo della comunicazione, dell'informazione e dei media, è cresciuto professionalmente nelle web radio con sede in Toscana tra Prato e Firenze come speaker in programmi radiofonici e rubriche sportive e come web editor di un portale di informazione prima di approdare a Radio Rossonera in qualità di redattore del sito web e ritornare a occuparsi di calcio seguendo le notizie del mondo Milan. L’attenzione allo scenario social e il desiderio di essere sempre informato e aggiornato sono le caratteristiche che lo contraddistinguono.

Il giornalista sulla discussione tra autonomia delle scelte della società e il dovere di ascoltare i tifosi: il caso Milan

Marco Bucciantini durante Sky Calcio Club ha aperto la discussione sul Milan parlando del dibattuto tema se è giusto ascoltare il sentimento dei tifosi o meno. L’argomento è tornato a galla con la scelta della società rossonera di andare su Lopetegui seguita poi dalla marcia indietro vista l’opposizione di gran parte della tifoseria. Qui un estratto delle parole del giornalista alla trasmissione di Sky.

Non è demagogia, ma economia

Marco Bucciantini in Sky Calcio Club ha iniziato la sua riflessione parlando di ideologia e demagogia: “Questo discorso ha preso subito la deriva ideologica, chi vede una classe dirigente autonoma e chi vede una classe dirigente demagogica”. Poi la riflessione si è spostata sui ricavi: “lo scorso anno il botteghino è stato 400 milioni, quasi la metà dai diritti televisivi. Quest’anno sarà di più, perché sono tornati in Serie A Genoa e Cagliari che hanno più tifosi, quindi oltre 400 milioni. Non è demagogia spontanea, è economia”.

Milan, tra difesa delle scelte e ascolto dei tifosi

Il giornalista ha concluso il suo intervento sostenendo che è giusto ascoltare i tifosi del Milan, perché sono il bene più prezioso da conservare per una società di calcio, ma anche decidere con indipendenza. Questo il suo pensiero a difesa sia della libera scelta societaria, che del dovere di capire il sentiment del tifo: “Doveroso ascoltare la classe dirigente, doveroso decidere in autonomia ed è imperativo difendere e credere nelle scelte. Come fai a non ascoltare l’unico che ci mette i soldi a fondo perduto nel calcio, che paga per divertirsi ed emozionarsi, per realizzare la cosa più bella il sentimento. Questi 400 milioni non li dà nessuno a loro. Tanti prendono e basta, a loro non tornano indietro. Allora non ascolti l’unico fondo perduto”.

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