(ESCLUSIVA) Avv. La Scala: “Maldini-Milan, temo un regolamento di conti!”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

(ESCLUSIVA) Avv. La Scala: “Maldini-Milan, temo un regolamento di conti”

Per parlare del terremoto in casa Milan dopo l’incontro di questa mattina tra Paolo Maldini e Gerry Cardinale, l’avvocato Giuseppe La Scala (vicepresidente di APA Milan e da anni parte attiva del piccolo azionariato rossonero) è intervenuto nella diretta straordinaria di Radio Rossonera.

Tutte le dichiarazioni dell’avvocato La Scala sulla tensione tra Paolo Maldini e la proprietà del Milan rappresentata da Gerry Cardinale raccolte dalla redazione di Radio Rossonera.

I motivi dello strappo tra Paolo Maldini e la proprietà del Milan (Gerry Cardinale)

“Erano giunte anche a me delle voci che alcune sensibilità si erano azionate per arrivare non so a quale risultato… spero ad una chiarezza reciproca, temo un regolamento di conti. Mi esprimo in modo crudo perché credo che i milanisti si meritino sincerità e di sapere le cose come stanno, visto quello che hanno fatto quest’anno dal punto di vista della tensione emotiva accanto alla squadra. Le cose stanno in termini che francamente non possono piacere tantissimo. In particolare non piace sapere che, per esempio, la direzione sportiva e quella diciamo manageriale della società hanno non dico un rapporto da separati in casa, ma insomma non collaborano come dovrebbero e che nel Milan da molto tempo (il peccato originale non sta in Cardinale, ma dalla gestione Elliott in poi) le varie componenti che dovrebbero collaborare per fare innanzitutto il calciomercato, uno dei passaggi decisivi del management sportivo, non collaborano. In questo senso, la soluzione che si era trovata non era quella di far sedere intorno al tavolo l’AD, il DS, il DT, magari l’allenatore e soprattutto lo scouting, scouting che al Milan pare ottimo o quantomeno tutti ne parlano benissimo. La soluzione trovata qualche mese fa per la quale Maldini aveva chiesto ed ottenuto un budget entro il quale fare quello che voleva senza discuterne con nessuno, purché non avesse oltrepassato i limiti della somma attribuitogli, mi è sembrata una diceria plausibile purtroppo, ma altrettanto incredibile. Che questo accada in una squadra come il Milan che vuole essere un esempio anche di gestione ideale, fa male. Questo non è certamente un metodo manageriale che ci porta lontano”.

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Scegliere o rimandare ancora?

“Scegliere o rimandare ancora? Meglio una scelta. Che ancor più che una scelta di uomini è una scelta di metodo, poi non so se interpretabile dagli stessi uomini o da altri. Ma un metodo che non può essere questo. In questi mesi cosa hanno visto i tifosi milanisti (e che non si meritavano)? Una presidenza abbastanza lontana ma che comunque interveniva, perché Cardinale in certi passaggi c’è stato… una volta sì, una volta meno. Una direzione sportiva e dell’area tecnica che sembrava un po’ sola nel lavorare intorno al progetto Milan. Un allenatore che per tutta la stagione ha preso delle scelte che ai milanisti sono apparse un po’ curiose con riguardo a certi calciatori che erano stati comprati soltanto qualche mese prima. Tutto questo rappresenta un modello di management che non capiamo. E allora forse la prima cosa da chiarire, e mi piacerebbe che la chiarisse la proprietà, è quella per la quale se si fa una scelta, la prima scelta dev’essere legata a che modello di responsabilità dell’area tecnica vogliamo, collaborativa, non collaborativa, solipsista, corale, attaccata a un budget o meno”.

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“Da quello che so Pioli è anch’egli in discussione nonostante il recente rinnovo del contratto. Ma ripeto, può darsi che lo sia nella misura in cui si deve fare chiarezza rispetto ad un metodo, si può volere un allenatore che incarni oltre alla figura di un professionista che metta in campo la squadra in un certo tipo anche una figura di un manager all’inglese. Credo di aver capito che non c’è niente di scontato nel Milan di questi giorni. Proprio niente di scontato. Una cosa un po’ triste per una società che dovrebbe avere una conduzione manageriale ai massimi livelli. Una conduzione che ci è parsa un po’ contradditoria”.

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