L’ex DS: “Moneyball? Su di lui Maldini e Massara avevano ragione”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

L’ex DS di Parma e Sampdoria non ha dubbi: per rispondere alla domanda l’esempio è quello di Maldini e Massara

Intervistato da Tuttomercatoweb, il DS Daniele Faggiano, ex di Parma e Sampdoria tra le altre, ha preso come esempio Paolo Maldini e Frederic Massara per rispondere alla fatidica domanda: moneyball o scelte “umane”?

La Serie A vista da Daniele Faggiano

L’ex di Parma e Sampdoria tra le altre ha dato una panoramica complessiva sulla Serie A, tra squadre che hanno giocato bene e convinto nella prima giornata. Qual è la favorita? Inter, Milan, Juventus o Napoli?

“L’Atalanta gioca un bel calcio. Poi mi piace il Sassuolo, si sta confermando come una delle migliori società italiane. Ha dato continuità anche in momenti meno buoni per quanto riguarda i risultati, anche se non a livello di gioco. E ha un ottimo allenatore. L’Inter sta facendo bene, in generale penso che il livello sia abbastanza alto per quanto visto finora. La favorita? È lunga… Aveva cinque punti sul Napoli, con la sconfitta contro il Sassuolo il gap si è ridotto. È un campionato che possono vincere tante squadre: l’Inter sicuramente, ma anche Milan, Juve e Napoli”.

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Maldini, Massara, De Ketelaere e il ruolo del direttore sportivo

La domanda a Daniele Faggiano è arrivata da sé: moneyball o scelte “umane”? Nel rispondere, il DS ha preso l’esempio di Paolo Maldini e Ricky Massara, dirigenti che su Charles De Ketelaere “avevano ragione”.

“Ero convinto che De Ketelaere potesse fare bene sia per un senso di rivalsa che perché è passato un anno e ha avuto modo di ambientarsi. Sta dimostrando il suo valore, dando ragione a Maldini e Massara: ne hanno dovute sentire di ogni colore, però il giocatore si vede che ha qualità importanti e le sta dimostrando. Scelte “umane” o moneyball? Io che vi devo dire: la mia scuola è la strada. Poi penso che ci si debba sempre evolvere, che non si debba mai essere piatti. Ma l’aspetto umano è una cosa fondamentale, che non cambierà mai, nel calcio e non solo: in una squadra lavorare sui rapporti è centrale. Il direttore sportivo si occupa di tutto. Faccio un esempio, riparto da quello che è successo a Napoli nei giorni scorsi, con tutte queste polemiche in così poche giornate. Credo che con Giuntoli e Pompilio non ci siano mai state così tante problematiche in così poco tempo”.

“Il ruolo del DS è difficile? Penso che non valga solo per il direttore sportivo. Se un attaccante fa 10 gol nel girone di andata e 0 in quello di ritorno, tutti parlano del ritorno. Bisogna stare sempre sul chi va là, cercare di sbagliare il meno possibile. Questo è sicuro. Però il direttore sportivo è una figura secondo me importante, per tanti aspetti: oggi deve ragionare e operare a 360 gradi. Avere una visione di lungo respiro su tutto e nello stesso tempo aiutare la squadra anche a livello umano. Sono cose che in tante situazioni non vedo”.

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