“Hai preso De Ketelaere e pensavi fosse Kakà!”: il giornalista attacca Maldini

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Le dichiarazioni di Maldini hanno fatto discutere, il giornalista lo critica duramente partendo da De Ketelaere: “Arrogante e pettegolo”

In questi giorni è tornato a parlare Paolo Maldini, l’ex dirigente si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: il giornalista non ci sta, gli rinfaccia l’acquisto di De Ketelaere e non solo. Lo storico capitano rossonero non ha usato molti giri di parole, a Repubblica ha attaccato direttamente Furlani, Scaroni e Cardinale. A Paolo De Paola non sono piaciute queste dichiarazioni, in un editoriale per Sportitalia sottolinea le differenze tra il Maldini giocatore e dirigente: sotto accusa l’acquisto di De Ketelaere e l’arroganza di non accettare critiche.

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I “pettegolezzi” di Maldini

Non bisognerebbe nemmeno confondere storia e giudizio come nel caso di Paolo Maldini. Fenomenale giocatore, ma manager discutibile nei suoi attacchi personali da ex dirigente. Non ci fosse stato questo momento difficile per il Milan avrebbe svelato quei pettegolezzi (perché di questo si tratta) nei confronti dei suoi ex dirigenti? Il dubbio ci resta perché non si misura dal tempo di permanenza allo stadio l’amore e il rispetto di un presidente come Scaroni verso la propria squadra. Boniperti e Ferlaino, con questa logica, sarebbero stati linciati. Il punto vero è mettere erroneamente sullo stesso piano il proprio passato da calciatore con il proprio presente da dirigente”.

Da predestinato all’acquisto di De Ketelaere

“Fare il manager richiede oneri e onori. E la bravura di un buon capo si misura nella capacità di incassare le contestazioni e di saper ammettere i propri errori. Mettere sul tavolo il nome Maldini non basta per sentirsi immune da critiche dopo aver speso 35 milioni per De Ketelaere (ottavo giocatore più pagato nella storia rossonera) pensando di aver acquistato il nuovo Kakà. Nella vita ci si confronta senza ritenersi continuamente offesi solo perché arriva qualche legittima critica. E non si tratta di coraggio di dire ciò che si pensa. In questo caso la solidarietà va a tutti quei manager che non hanno accumulato i soldi di Maldini (nella precedente carriera in campo) e che rischiano ogni giorno il posto di lavoro per le decisioni che prendono. No, caro Maldini, questo non è parlar chiaro, ma pura e semplice arroganza di un predestinato (in campo) che si ritiene intoccabile anche dietro una scrivania“.

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