Bergomi: “Maldini ha studiato e ammesso. Prima o poi andava fatto!”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

La lunga intervista di Maldini analizzata da Bergomi a Sky Sport: il pensiero dell’ex calciatore in difesa del professionista

L’intervista rilasciata dall’ex direttore tecnico rossonero Paolo Maldini pochi giorni fa continua a far parlare di sé, soprattutto per la mole di contenuti veicolati attraverso il quotidiano RepubblicaAl tavolo del Club di Sky Sport di Fabio Caressa, la discussione è durata diversi minuti ed è passata anche attraverso il pensiero di Beppe Bergomi, che si è espresso quasi in difesa di una persona da lui particolarmente stimata.

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Tra errori e ammissioni

In aperura, la domanda del conduttore è sulle tempistiche. “C’è chi ha pensato che poteva arrivare in un altro momento, quando il Milan non sarebbe stato così in difficoltà…”.

“Io penso che prima o poi doveva parlare, perché siamo rimasti tutti un po’ esterrefatti dalla situazione. Io non me l’aspettavo. Poi se mi chiedi se è giusto o no avere delle bandiere possiamo parlare, ma Paolo aveva fatto un bel percorso. L’ha sempre detto, aveva imparato il proprio lavoro ed era un punto di riferimento. Poi all’interno della società possono entrare altri tipi di bandiere, prendete come esempio Riccardo Ferri nell’Inter, una presenza costante che parla con i ragazzi, un team manager che sta facendo molto bene. Ma è un altro tipo di ruolo. Nel Milan ci sono i Baresi, Massaro che fanno parte della società. Non in ruoli apicali, Zanetti non è operativo come lo era Paolo”.

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Su Maldini, poi, prosegue:

“È una persona intelligente, che ha studiato, che è cresciuto, che ha fatto i suoi errori ammettendoli anche. Io ero stato anche in sede a trovarlo, e quando parli di calcio con una persona così… ormai il percorso l’aveva fatto. Poi non entro nelle dinamiche societarie…”.

Il mercato

Nel finale, Bergomi si concentra sull’importanza della figura e del personaggio “Maldini”:

“Alla fine Paolo voleva prendere lui la decisione sulle questioni di mercato. Se io voglio prendere Luca Marchegiani non lo devo dire a te, a lui e a lui. Lo prendo perché sono Paolo Maldini. Ma giustamente, perché ho fatto il mio percorso e ti ho dimostrato che ho saputo vincere. E posso sbagliare, perché l’anno scorso non sono arrivati risultati dal mercato”.

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