il 09/01/2024 alle 15:17

Milan, Maignan: “Io, moderno non spettacolare. Ho fame, ma qui”

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 Ecco il Maignan diventato TOP al Milan: mentalità, tecnica, ambizione e famiglia rossonera

Riconosciuto da chiunque come tra i maggiori punti di forza del Milan, Mike Maignan in sole due stagioni e mezzo in rossonero è diventato uno dei più forti portieri in circolazione. Oggi, GQ ha diffuso una sua intervista in cui racconta il suo lavoro costante su testa e gambe, senza mancare qualche riferimento a Milan e milanisti. Di seguito, alcuni passaggi.

Maignan parla a GQ di Milan e di mentalità

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Così Maignan

«Io non mi sento un portiere spettacolare: cerco di fare le cose nel modo più semplice possibile».

 Qual è la miglior qualità che un portiere deve avere?

«La mentalità».

La missione agli occhi di Mike:

«La mia filosofia, scritta anche sui miei guanti e sui miei scarpini, è “foi discipline travail patiente et humilité”. Significa “fede, disciplina, lavoro, pazienza e umiltà”: è questa la mia mentalità quotidiana».

Crede fortissimamente in se stesso…

«Ho lavorato molto duramente per essere dove sono oggi. Quindi sì, in un certo senso mi aspettavo di raggiungere questi livelli. E credo nel duro impegno quotidiano, ho fiducia nel mio lavoro

Pensi di essere il più forte al mondo?

«Non ti dirò di no…», abbozzando un sorriso.

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Poi aggiunge:

«Ci sono un sacco di portieri molto forti in circolazione, per questo continuo a lavorare sodo. Io comunque guardo solo me stesso: conosco le mie potenzialità, il meglio che posso dare. Sono una persona sicura di sé e un gran lavoratore, ma allo stesso tempo la famiglia è per me estremamente importante. Penso che ci sia un momento per tutto nella vita e bisogna trovare l’equilibrio giusto per essere performanti e allo stesso tempo dedicare del tempo ai propri cari, perché è anche per loro che faccio tutto questo. Ho un obiettivo da raggiungere e resto concentrato, è la cosa più importante».

«Ho molti sogni che vorrei realizzare, ma soprattutto vorrei raggiungere il massimo livello nel calcio, superare i miei limiti e lasciare un segno nella storia. C’è un lavoro incredibile degli allenatori parigini e i giovani sono sui campi fin da piccolissimi. E c’è una grande mentalità: tutti vogliono vincere».

Poi, ricorda lo Scudetto:

«L’atmosfera durante la parata con tutti i tifosi, quando abbiamo sfilato per la città con il bus, è stato un momento straordinario e unico. Al Milan ho trovato dei compagni di squadra e dei tifosi incredibili. Una famiglia. Qui vorrei vincere il maggior numero possibile di titoli».

Sulle sue qualità:

«Sono un portiere moderno, ma per essere un buon portiere è necessario saper mixare nuova e vecchia scuola. Modernità e vecchio gioco sono gli ingredienti per ottenere la migliore combinazione».

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