ESCLUSIVA, Pellegatti: “Perversione su Maignan! Milan, 8 giorni e non 8 anni”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Dopo la conferenza pre PSG parla Pellegatti: le parole di Maignan, il Milan di Napoli e la probabile formazione

Intervenuto sul nostro canale Youtube, Carlo Pellegatti ci ha parlato in esclusiva dopo aver assistito (e partecipato) alla conferenza stampa alla vigilia di Milan-PSG di Stefano Pioli e Mike Maignan. Commentate le loro parole a Milanello e giudicato le ultime uscite rossonere, Pellegatti tocca anche il tema del rinnovo del portiere. Di seguito, le sue parole a Radio Rossonera.

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La conferenza e il doppio volto del Milan

Cosa ti ha lasciato la doppia conferenza stampa di oggi?

“La sensazione è di voler voltare pagina. Non avevo molta voglia di ributtarmi in un’avventura rossonera dopo la bruttissima partita con l’Udinese che, indipendentemente dal risultato, mi allontana dall’Inter, dalle illusioni e dai sogni. Per adesso, perché ricordiamoci che le cose di cui parliamo a novembre a febbraio e marzo possono essere rivoluzionate. Ma è normale che in questa situazione si rimanga scossi: non si possono perdere 8 punti in tre partite e buttar via quanto accumulato prima. Sono tornato a respirare l’atmosfera rossonera e sono un po’ più confortato rispetto a un brutto weekend”.

Come si affronta una gara così complicata dopo le ultime settimane?

“No, le ultime settimane è sbagliato come tempo. Bisogna ritrovare i motivi di Napoli-Milan di 8 giorni fa, non 8 anni. Innanzitutto ritorna Loftus-Cheek, con il quale il Milan cambia radicalmente. Dato che Napoli è distante 8 giorni e non 8 anni, speriamo che quella non sia stata un’isola in un trend normale. Altrimenti c’è da preoccuparsi. Però, al di là della Champions, dovessimo esser bravi a vincere a Lecce terremmo la media del 2 (punti a partita, ndr) in campionato. Ma dipende tanto dalla partita di domani”.

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Il campo e il rinnovo di Mike

Vincere domani sarebbe importante a livello psicologico…

“Sì, e non solo per il morale direi. Perché poi ci aiuta ad arrivare a febbraio, quando è tutta un’altra cosa. C’è il mercato di gennaio, ci potrebbero essere altre soluzioni… L’obiettivo del Milan è di confermare di essere tra le prime 16 d’Europa”.

La formazione sarà la titolarissima?

“Sì, l’unico dubbio leggero è Musah o Reijnders. Il resto è la formazione titolare con Krunic e Loftus-Cheek in mezzo al campo. Se mi stupisce il ballottaggio? No, Reijnders non è in grande condizione e l’americano sta bene. Farlo respirare per Lecce o per il secondo tempo ha senso”.

Come ti è sembrato oggi Mike in conferenza sul tema rinnovo?

“Stiamo parlando del 2026. Non bisogna arrivare al 2025, ovviamente, e quindi è giusto cominciare a parlarne. Però c’è tempo, insomma. È un grande campione: per lui è il contratto della vita. Se lo porti al 2028 avrà 33 anni. Ma poi, perché non guardiamo la prima parte, in cui dice che sta bene al Milan? Perché siamo così perversi? Vanno tutti a vedere la seconda parte della risposta…”.

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