Visnadi: “Moneyball, ti sei perso Lukaku! Milan, mercato approssimativo”

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Piero Mantegazza
Nato il 21-11-2000. Laureando in Economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo all'Università Cattolica del sacro cuore di Milano. Redattore di Radio Rossonera, innamorato del Milan e dello sport in generale.

Visnadi vede imperfezioni sia nel Milan che nell’Inter: Cardinale, mercato bocciato e manca Romelu Lukaku

Il mercato del Milan sta facendo discutere: Lukaku non avrebbe fatto comodo? Gianni Visnadi nel suo editoriale ha provato a rispondere a questa domanda, accusando Cardinale e il suo metodo “Moneyball“, che oltre al belga si sarebbe dimenticato di indicare De Ketelaere come punta. Visnadi non ne ha solo per Lukaku e il Milan, anche l’Inter ha la coperta corta: scudetto lotta a due, Inzaghi e Pioli se lo giocano.

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Gianni Visnadi in un editoriale per calciomercato.com ha espresso le sue opinioni su Inter e Milan: quanti dubbi che ha lasciato l’estate.

“C’è un confronto diretto, finito come gli ultimi 5, che dice come l’Inter sia più forte del Milan. Un dato oggettivo, un derby non si vince 5-1 per caso. Poi però ci sono giudizi e impressioni personali, fattori soggettivi che rimettono in discussione anche i risultati del campo. E allora la corsa alla seconda stella è ancora apertissima e sarà probabilmente un testa a testa destinato a durare fino alla primavera, perché nessuna delle due squadre è perfetta e a fare la differenza saranno gli allenatori e la fortuna, molto potranno gl’infortuni”.

“Al mercato del Milan hanno applaudito tutti o quasi, eppure il primo mese agonistico sta dimostrando quanto sia stato approssimativo, con tanti doppioni e nessun difensore, nessun centravanti. Okafor non lo è, Jovic è uno scarto della Fiorentina, regalato nell’ultimo pomeriggio. L’errore non è non avere preso il vice-Giroud, l’errore è non avere preso il centravanti titolare, cui Giroud a 37 anni dovrebbe fare da vice. Il delizioso attaccante francese, è arrivato a 35 anni nel Milan per fare la riserva di Ibra. Com’è possibile che a 37 anni sia diventato il titolare? C’è qualcosa che non quadra nel moneyball rossonero, che peraltro non ha suggerito a nessuno, soprattutto a Pioli, di provare CDK in quel ruolo. A Bergamo devono avere l’ultima versione del software, più aggiornata”.

“L’infortunio di Arnautovic ha accorciato la coperta di Inzaghi, molto attento a gestire il minutaggio dei suoi giocatori. Le rotazioni sono azzoppate fino al rientro del centravanti ex Bologna e già c’è chi spinge perché Marotta si rivolga al mercato degli svincolati (ma avete visto chi c’è?!). Inzaghi è quello che deve vincere lo scudetto per forza, sennò è fallimento. Eppure che il suo attacco sia peggiore di un anno fa, non è solo un dato soggettivo. E va già bene che Thuram non stia facendo rimpiangere Lukaku, se continua così”. 

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Ma se al posto di Arnautovic si fosse fatto male qualcun altro? L’anno scorso, il Milan giocò 4 mesi senza Maignan, e si è vista la differenza. La certezza di Inzaghi è Lautaro Martinez, che nell’ultima stagione ha giocato 57 partite su 57, di cui 45 da titolare. Ha segnato complessivamente 28 gol, ma soprattutto è sempre stato disponibile, mai un mal di gola. A Empoli era stanco, e si è visto. Che il Sanchez di oggi sia meglio di Correa lo lasciano supporre solo le due stagioni nerazzurre dell’argentino, resta da valutare il verdetto del campo, mentre è indiscutibile, dato oggettivo, che un anno fa l’Inter ha pagato Sanchez perché se ne andasse, mentre quest’estate lo ha pagato perché tornasse. Da esubero a rinforzo in 12 mesi, la conferma del passo da gambero nell’attacco dell’Inter”.

“Lukaku in Italia è una certezza e avrebbe potuto pensarci il moneyball di Cardinale, se tra i parametri inseriti nel database non ci fosse stata la rivendibilità del calciatore, la sua possibile rivalutazione, considerata in ogni acquisto del Milan. Lukaku evidentemente sarebbe stato un rinforzo per vincere subito, non un investimento per proseguire la politica sostenibile del club (per lo stesso motivo, il Milan ha rinunciato anche ai gol di Taremi)”. 

“L’Inter è partita forte, spinta anche dal calendario. La Real Sociedad però ha dimostrato che Inzaghi non ha la doppia squadra di cui si è favoleggiato dopo il derby, in cui peraltro hanno giocato i titolari. Calhanoglu è diventato giocatore imprescindibile nel ruolo che Inzaghi gli ha cucito addosso e nel quale Pioli al Milan mai l’aveva utilizzato. Oggi il turco, mai rimpianto abbastanza, sarebbe preziosissimo davanti alla difesa, altra posizione di cui pare che il moneyball si sia “dimenticato”. Aspettando Bennacer, è diventato intoccabile Krunic, riserva nell’anno dello scudetto, e adesso rischia di giocarci Adli, una manciata di minuti in un’intera stagione. Qualcosa non torna, ma nonostante ciò, la presenza di Leao può consentire ogni traguardo”.

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