L’ex allenatore di Serie A: “Il Milan non è ancora uscito dalla crisi”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

L’ex allenatore di Serie A Luigi Cagni è intervenuto oggi ai microfoni di TMW Radio, commentando la situazione di Inter e Milan. “Il Milan di Pioli non è uscito ancora da questa crisi. Ha avuto un mese davvero nero, che è capitato anche a me. A volte pensi che bastino i giocatori a tirartene fuori, ma da soli non ce la fanno. E allora devi provare qualcosa di diverso e lui ci sta riuscendo. Ha preso la strada giusta, prima di tutto quella di non prendere così tanti gol. Ha cambiato qualcosina e ora deve vedere se il colpo è stato giusto. Per quanto riguarda l’Inter, a me non è mai piaciuta. Non mi diverte, anzi mi annoia. Non riesce a capire che facendo questo possesso palla esagerato perdi il ritmo della gara. Il ritmo deve essere sempre alto e quando lo fa dimostra di essere forte“.

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Cagni, dall’alto della sua decennale esperienza, ha anche parlato dell’importanza di un allenatore in una squadra di calcio: “Ho vissuto diverse generazioni e mi sento di dire che oggi l’allenatore è determinante. Oggi scarseggiano i leader in campo, quindi l’allenatore è diventato fondamentale ed è giusto che guadagni molto. È costretto a fare cose che non dovrebbero toccare a lui, come insegnare a un giocatore come fare il professionista”. Infine l’ex allenatore ha dedicato alcune parole alla Juventus e a Massimiliano Allegri: “Io ricordo che non è servito dare la mentalità alla Juve quando è retrocessa in Serie B. Una volta c’erano giocatori di un certo spessore. Lui se n’è andato e sapeva cosa succedeva in quello spogliatoio. Non deve essere lui a dare motivazioni al gruppo“.

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pioli 7 febbraio
photocredits: acmilan.com

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