Milan, De Caro: “Bocciare Lopetegui ingiusto, ma c’è un problema”

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Andrea Rabbi
Nato sul Lago di Garda alla fine del 1998, laureato in Editoria e Giornalismo. Ho da sempre coltivato il sogno che il calcio entrasse a far parte stabilmente della mia vita professionale, e poter iniziare questo percorso scrivendo della mia squadra del cuore è sicuramente motivo di grande orgoglio. Cresciuto accompagnato dalle gesta del grande Kakà, vago da tempo alla ricerca di un degno erede in maglia rossonera

Sulle colonne della Gazzetta dello Sport, Andrea De Caro ha fatto il punto su Julen Lopetegui come futuro tecnico del Milan e non solo

Nel suo editoriale per la Gazzetta dello Sport, il vicedirettore Andrea De Caro ha fatto il punto su Julen Lopetegui come futuro tecnico del Milan e non solo. Sotto analisi, anche gli step che la squadra e la società dovranno necessariamente fare per permettere al nuovo allenatore di lavorare al meglio.

La riflessione sul prossimo allenatore

I tifosi sognavano certamente nomi più importanti (Conte o Klopp) o almeno profili più moderni (De Zerbi, Nagelsmann, Xabi Alonso). Non un curriculum da spellarsi le mani per lui, che ha vinto solo un Europa League a Siviglia nel 2020. Soprannominato “il fifone” per la scarsa predisposizione a sopportare le pressioni, “saranno i risultati a stabilire se sia un tecnico adatto a un Milan che vuole tornare a vincere colmando il gap con l’Inter“.

Il focus si sposta poi sull’aspetto tecnico: “Se il Milan, per varie riflessioni legate al suo attuale momento, sta scegliendo non un allenatore top e troppo esigente, ma uno di livello medio e apparentemente più flessibile pur dotato di buone idee, venga almeno allestita una squadra di alto profilo. Per costruirla, si può anche sacrificare qualche presunto campione dal rendimento altalenante: nessun tifoso oggi griderà allo scandalo”. Si parla poi anche di un doveroso miglioramento di alcune dinamiche societarie: “Il Milan ha tante facce, ma non si capiscono ancora bene i ruoli. Non è chiaro chi decide e con chi si deve parlare. Chi fa davvero il mercato?”. 

La chiusura è inevitabilmente questa: “Quest’anno, anche a livello di comunicazione, c’è stata spesso confusione e, come accaduto con Pioli, non pare Lopetegui il tecnico che possa colmare eventuali lacune altrui caricandosi il club sulle spalle. Servirà aiutarlo”.

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