Milan, Kessié e (i due) Loftus-Cheek: il quotidiano lancia il confronto

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Il confronto tra i due Loftus-Cheek e il Kessié del Milan: sarà lui l’erede?

Dopo l’addio a parametro zero di Franck Kessié e il rendimento poco continuo e costante di Aster Vranckx, può essere Loftus-Cheek il suo erede al Milan? È il quesito che si pongono diversi tifosi rossoneri, ma in questo caso soprattutto La Gazzetta dello Sport, che sul proprio sito sceglie di fare un confronto tra il rendimento dell’inglese e quello dell’ivoriano nell’ultima annata a Milano.

Il punto fermo di Pioli

Gazzetta.it inizia analizzando il ruolo che ha cucito addosso a Kessié l’allenatore del Diavolo:

“È stato un giocatore importante intanto per polmoni e solidità. Un elemento capace di occupare tutte le zone della mediana, trasformandosi pian piano da distruttore del gioco avversario a incursore e finalizzatore. Avanzando il proprio raggio d’azione fino alla trequarti e raffinandosi dal punto di vista tecnico. Questo in sintesi, senza dimenticare l’affidabilità fisica e la continuità di prestazioni soprattutto nell’annata dello scudetto, in cui si è rivelato un’arma in più in tante partite”.

Il confronto

Tra l’ex 79 rossonero e il prossimo Loftus-Cheek del Milan, parte il confronto del quotidiano. Ma il paragone è tra tre: il miglior Ruben visto al Chelsea (quello del 2018/2019 con Sarri), il Kessié scudettato e lo stesso Loftus-Cheek l’ultima stagione ai Blus.

“Le heatmap dei due a confronto chiariscono analogie e differenze nel modo di interpretare il ruolo. Analizzando la stagione 2021-22 dell’ivoriano, presa come punto di riferimento in virtù della resa e della funzionalità negli schemi di Pioli, si vede come Kessie sia stato per il Milan scudettato un giocatore totale sul centro-sinistra, dominatore della mediana in fase di contenimento e collante per le azioni d’attacco. Tradotto in numeri: 39 presenze, 7 gol e 1 assist, con una percentuale di duelli vinti del 53,8% e una media di 53,2 tocchi a partita. Utile in più ruoli, con lui la parola d’ordine in mezzo al campo era “densità”.

Considerando la stagione 2018-19 di Loftus-Cheek – da lui definita “incredibile” perché giocata in gran parte nella sua posizione preferita – la prima caratteristica evidente è il leggero avanzamento verso l’area di rigore, con relativo spostamento di quella densità notata per Kessié una ventina di metri più avanti. Le statistiche raccontano 10 gol e 5 assist in 40 partite, con un 55,9% di duelli vinti (numeri in linea con Franck) e una media di 43 tocchi a gara. Per RLC è andata meno bene nell’ultima annata, in cui ha giocato soprattutto al centro e sulla destra, zolle di campo meno congeniali alle sue caratteristiche. Nella messa a punto del nuovo Milan, Pioli dovrà ripartire da qui”.

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