Milan, Loftus-Cheek racconta: “Conte era scatenato, con Pioli lavoro così”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Loftus-Cheek ha raccontato il rapporto con Stefano Pioli, che lo sta rilanciando al Milan, e quello con Antonio Conte ai tempi del Chelsea

Durante l’ultima pausa della stagione, Ruben Loftus-Cheek è rimasto in città per allenarsi col Milan vista e considerata la non convocazione (che ha sorpreso parecchi) con l’Inghilterra di Southgate. Intervistato da Cronache di Spogliatoio, il centrocampista inglese ha parlato del rapporto con due allenatori importanti per la sua carriera: Antonio Conte, avuto ai tempi del Chelsea, e Stefano Pioli, che lo sta rilanciando con la maglia rossonera. Di seguito, un estratto delle parole del numero 8 del Milan, Ruben Loftus-Cheek.

Loftus-Cheek, il Milan e Pioli

La prima stagione al Milan dell’inglese sta andando oltre le aspettative, con 9 gol e 2 assist in 34 partite giocate. A tal proposito, Ruben ha detto: “Ho giocato in molte posizioni nella mia carriera, e nel ruolo che sto occupando adesso mi sento bene“. Sul rapporto con Stefano Pioli, dentro e fuori dal campo, l’inglese ha parlato così: “Il mister mi dà feedback di continuo, anche attraverso i video. Lavoro con lui e il suo staff sull’analisi del mio gioco e il suo inglese sta migliorando giorno per giorno“.

Conte e l’esperienza al Chelsea

Interrogato sul rapporto avuto al Chelsea con Antonio Conte, allenatore del quale si è parlato tanto in ottica Milan per la prossima stagione, Loftus-Cheek ha risposto così: “E’ una persona fantastica, molto intensa. Non sapevo molto di lui prima che arrivasse in Inghilterra e quando lo abbiamo incontrato la prima volta era molto tranquillo. Ma appena è andato in panchina… era totalmente diverso. Appassionato, scatenato: c’è una grande differenza tra quello che è Antonio Conte dentro al campo e quello che è fuori“.

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