Kjaer e Tomori

Se c’è qualcosa che la gara di mercoledì ha lasciato al tifoso milanista ed all’appassionato di calcio, oltre all’amarezza del risultato finale, è la prestazione monumentale dei due centrali di difesa rossoneri.

Simon Kjaer e Fikayo Tomori hanno approcciato la gara di Anfield come due eroi dell’antica Grecia, muniti di elmetto e un atteggiamento gladiatorio ammirevole.

Nelle prime fasi della gara, quando l’onda Reds si stava abbattendo sulla formazione rossonera, la coppia anglo-danese ha impedito al pallone di entrare in rete in innumerevoli casi, con le inquadrature della regia che al minuto 25 li ritraevano già provati e sudati fradici, sintomo di un continuo assalto delle truppe di Klopp all’area milanista.

6 contrasti completati con il recupero definitivo della sfera, 5 intercettazioni e 7 chiusure complessive (6 effettuate dal capitano della Danimarca).

5 respinte e un solo fallo effettuato, sinonimo di una pulizia costante nell’intervento ma anche del fatto che il gioco degli inglesi contringesse ad intervenire in zone del campo laddove una giocata scomposta sarebbe risultata pressoché incauta.

La sconfitta lascia cose buone, cose molto meno buone, incertezze, ma il Milan torna sicuramente dal Merseyside con la certezza di avere un portiere solido e due centrali di difesa di assoluto valore europeo e mondiale.

Eh sì, perché la prestazione del 23 e del 24 è stata ripresa ed analizzata non solo in Italia, ma anche da testate e televisione del resto del continente.

Quello che ha colpito di più i molti, oltre all’applicazione, è stato il costante utilizzo dell’intelligenza, con la capacità di sbagliare un numero di scelte pressochè nullo.

Attaccati all’uomo quando c’era da farlo, provare l’anticipo le rare volte in cui era possibile, condurre palla qualora fosse necessario ed impostare in avanti come in occasione del goal del momentaneo pareggio.

15 passaggi lunghi totali tentati, di cui 6 andati a buon fine.

La loro personalità li ha spinti spesso a spazientirsi nei momenti in cui la squadra è apparsa statica e impaurita, con loro due che hanno preso le redini della situazione sia con la palla che senza.

A questo, si aggiungono innumerevoli occasioni in cui Tomori e Kjaer si sono immolati in scivolata e con acrobazie di vario tipo per impedire all’attacco avversario di bucare Maignan.

La gara di ieri è stata stoica e storica per loro.

Storica perché la prima del Milan ad Anfield e  dal ritorno in Champions League.

Stoica perchè si sono visti due centrali di livello internazionale dominare e comandare con leadership i propri compagni nella notte più emozionante delle carriere di molti di loro finora.

Numeri da top, manca solo il risultato positivo per certificare il loro dominio psicofisico.

Sarà la gara del 28 settembre quella buona per farlo?

Rileggi QUI le parole di Paolo Condò a Radio Rossonera 

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